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		<title>Zafferano, un Re in cucina</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 05:08:49 +0000</pubDate>
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Ai nostri avi le proprietà gastronomiche dello zafferano non passarono inosservate, anzi lo fecero diventare l&#8217;ingrediente principe nelle cucine, perchè era anche simbolo di ricchezza e gioia. Archestrato, cuoco e poeta greco, diceva che l&#8217;aggiunta di un pizzico di zafferano rende un piatto &#8220;degno delle divinità immortali&#8220;. Alessandro Magno era abituato a utilizzare lo zafferano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img388.imageshack.us/img388/9654/zafferanodk5.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">Ai nostri avi le proprietà gastronomiche dello zafferano non passarono inosservate, anzi lo fecero diventare l&#8217;ingrediente principe nelle cucine, perchè era anche simbolo di ricchezza e gioia. Archestrato, cuoco e poeta greco, diceva che l&#8217;aggiunta di un pizzico di zafferano rende un piatto &#8220;<em>degno delle divinità immortali</em>&#8220;. Alessandro Magno era abituato a utilizzare lo zafferano nel riso e mescolato al vino e si dice che durante le sue lunghe campagne militari non mancasse mai sulla sua tavola. Gli antichi Romani lo utilizzavano per la preparazione di vini aromatici, per cucinare le pregiate carni del pavone, per realizzare salse dorate con erbe profumate, nocciole e miele e per moltissimi altri piatti.<span id="more-89"></span> Apicio, celebre gastronomo dell&#8217;antica Roma del I secolo d.C., scrisse appetitose ricette con lo zafferano, scelto soprattutto per il colore dorato che dava ai cibi, ma anche per le sue proprietà atte a facilitare la digestione. Durante il Medioevo, in Europa nelle cucine dei nobili si utilizzava spesso lo zafferano perchè, oltre a rendere i cibi particolarmente belli a vedersi e saporiti, era anche simbolo di ricchezza, il costo dello zafferano era particolarmente elevato, 500 grammi valeva a quel tempo quanto un cavallo!. Ciò che rendeva questa spezia tanto desiderabile per i nobili in cerca di uno status-symbol da sfoggiare erano quei filamenti che tingevano di sfumature d&#8217;oro tutto ciò che toccavano, annunciando ai commensali le indubbie fortune del padrone di casa. Di fatto le tavole più raffinate e i banchetti più importanti erano imbanditi con i piatti dorati con lo zafferano. Il sovrano inglese Enrico II amò talmente nella sua cucina lo zafferano che per evitarne gli &#8220;sprechi&#8221; proibì alle dame della sua corte di utilizzarlo per tingersi i capelli. Anche per i cuochi, panettieri e pasticcieri lo zafferano portava in tavola il colore del sole.  Visto che nella mia cucina non manca quasi mai posso dedurre di essere un&#8217;amante del sole.</span></p>
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		<title>La floriterapia di Edward Bach</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 05:29:01 +0000</pubDate>
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&#8220;Se ho fame vado in giardino a prendere una mela, se sono in collera prendo una dose di Mimulus&#8220;.
La floriterapia di Edward Bach è un metodo di cura naturale, dolce, che ci permette di attenuare emozioni e stati d&#8217;animo negativi, così come, a lungo termine, di sviluppare positivamente le nestre personalità.
Con questa terapia non riusciremo purtroppo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img394.imageshack.us/img394/2839/fioridibachlc2.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">&#8220;<em>Se ho fame vado in giardino a prendere una mela, se sono in collera prendo una dose di Mimulus</em>&#8220;.<br />
La floriterapia di Edward Bach è un metodo di cura naturale, dolce, che ci permette di attenuare emozioni e stati d&#8217;animo negativi, così come, a lungo termine, di sviluppare positivamente le nestre personalità.<br />
Con questa terapia non riusciremo purtroppo a guarire i disturbi psichici o le malattie fisiche che abbiano già dato origine a danni organici, tuttavia può essere affiancata ad altri metodi terapeutici per aumentare l&#8217;efficacia.<br />
Le notizie relative alla vita di Bach, al suo ritratto umano, alla sua concezione dell&#8217;esistenza e della malattia, sono volutamente contenute e molto semplificate. Se desiderate approfondire il pensiero di Bach e le origini filosofiche della floriterapia vi consiglio di leggere le sue stesse opere.<span id="more-85"></span><br />
Edward Bach era un medico inglese, visse dal 1886 al 1936. Fin dalla sua infanzia dimostrò una notevole sensibilità, un grande  intuito e una forte attrazione verso la natura. Già da ragazzo, Bach passava ore gironzolando per la campagna e osservando piante e animali.<br />
Imparò presto a distinguere i singoli fiori e le erbe sin dalle prime fasi della loro crescita. All&#8217;età di diciassette anni Bach iniziò a lavorare come apprendista nella fonderia di ottone di suo padre, dove entrò in contatto con la difficile situazione degli operai che, a causa delle cattive condizioni di lavoro e di vita, spesso erano malati ma non potevano permettersi le cure mediche necessarie.<br />
Bach affermò intuitivamente che le cause di tali malattie dipendevano dalle tensioni emotive alle quali gli operai erano sottoposti.<br />
Ne fu molto colpito e sentì il bisogno di aiutare queste persone in un modo che rendesse superfluo il trattamento medico e fosse invece efficace già prima dell&#8217;insorgere della malattia. probabilmente fu in questo periodo che nacque la sua ricerca, durata tutta la vita, di rimedi con i quali fosse possibile curarsi da sé.<br />
Nel 1906 iniziò a studiare medicina, dopo gli studi per prima cosa si dedicò alla ricerca scientifica. Fù così che scoprì la relazione fra alcune patologie croniche e determinati ceppi batterici presenti nell&#8217;intestino umano, dai quali produssero i vaccini in grado di curare quei disturbi.<br />
A partire dal 1918 Bach lavorò in un ospedale in cui si praticava l&#8217;omeopatia. Conobbe le teorie di Hahnemann, il fondatore dell&#8217;omeopatia classica.<br />
Stimolato da queste nuove conoscenze, sviluppò dai suoi vaccini dei medicinali omeopatici, che non dovevano essere iniettati, ma assunti per bocca dai pazienti. Nella sua esperienza con queste preparazioni si orientò sempre più verso le emozioni, gli aspetti caratteriali, gli stati d&#8217;animo del paziente, e sempre meno i sintomi fisici.<br />
Riuscì ad associare i suoi medicamenti ad alcuni stati d&#8217;animo e a utilizzarli di conseguenza. Ciò che lo disturbava era che i medicamenti fossero derivati da batteri e non avessero un&#8217;orogine naturale &#8220;pura&#8221;. Ecco lo spunto per ricercare piante che potessero agire sugli stati d&#8217;animo dei suoi pazienti e fossero in grado di sostituire i medicamenti che aveva impiegato fino ad allora.<br />
Nel 1929 trovò i primi tre fiori in Galles e con questi iniziò a trattare i suoi pazienti con successo. Un anno più tardi abbandonò la sua professione di medico a Londra e ritornò in Galles per cercare alte piante. Nella scelta di queste si lasciò guidare dal suo istinto, che aumentava sempre più.<br />
Alla fine era capace, toccando un fiore o assaggiandolo, di sentire quale stato d&#8217;animo si potesse influenzare positivamente con esso. Scoprì in tutto 38 essenze con le quali, secondo la sua opinione, è possibile trattare tutti gli stati d&#8217;animo da lui osservati.<br />
Ogni malattia ha un suo percorso, una sua strada. per esperienza personale, grazie al consiglio di una persona a me cara, anni fà ho avuto modo di testare su me stessa i benefici che queste &#8220;pozioni fatte di fiori&#8221; possono dare.<br />
NON e ripeto NON sostituiscono la medicina in casi gravi, i fiori di Bach sono, per mia esperienza, indicati nei casi di stress, ansia da lavoro, tensione, ed anche, come nel mio caso, di pertite di persone care. Qualche goccia per affrontare notti difficili può fare solo del bene.<br />
Ed è proprio questa mia esperienza che mi porta a trattare questo argomento &#8220;spinoso&#8221;, per chi non lo capisce nel giusto significato, citando alcuni metodi, fiori e piante che possono dare quel &#8220;benessere&#8221; che troppo spesso nella frenetica vita di tutti i giorni viene a mancare.<br />
&#8220;Chi mi ama mi segua&#8221;&#8230;</span></p>
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		<title>C come Cocktail</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 05:23:19 +0000</pubDate>
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Tra storia e leggenda l&#8217;arte di miscelare bevande diverse sembra sia stata messa a punto da un intraprendente giovane che nel 1840 servi, agli ufficiali di un reggimento di cavalleria, il primo cocktail. La &#8220;coda di gallo&#8221; così venne subito battezzata la bevanda con preciso riferimento al cromatismo, nelle intenzioni doveva semplicemente distogliere dalla noia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img383.imageshack.us/img383/1346/mojito3sj5.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">Tra storia e leggenda l&#8217;arte di miscelare bevande diverse sembra sia stata messa a punto da un intraprendente giovane che nel 1840 servi, agli ufficiali di un reggimento di cavalleria, il primo cocktail. La &#8220;<em>coda di gallo</em>&#8221; così venne subito battezzata la bevanda con preciso riferimento al cromatismo, nelle intenzioni doveva semplicemente distogliere dalla noia una tradizione locale capace di esprimersi solo con il Bourbon, nella realtà colore, lucentezza, sapore e aroma conquistarono subito il palato ed aprirono le porte a un&#8217;arte che, seppur effimera, di strade ne avrebbe fatta parecchia. Ma prima dell&#8217;intuizione di Betsy Floyagan la storia, a ben guardare, aveva preparato tutte le premesse necessarie.<span id="more-95"></span> I Romani miscelavano vino cotto e miele, e questa bevanda si diffuse in tutto l&#8217;impero al seguito delle loro conquiste. La tradizione della fabbricazione di liquori affonda radici nei grandi monasteri, mentre si fa risalire a Gerolamo Savonarola l&#8217;invenzione dell&#8217;acqua ardente (ancora oggi <em>aguardiente</em> in Sardegna), distillato di vino aromatizzato che si sarebbe diffuso in Francia. Preparare da bere è da sempre un rituale. Anche gli esperti riconoscono che le bevande e il loro servizio rappresentano ancora ai giorni nostri il punto critico di ogni ricevimento, dalla festicciola casalinga al grande buffet. Nessuno infatti criticherà una tovaglia sbagliata o un servizio informale, ma anche l&#8217;invitato più distratto ricorderà se le bevande non eravo all&#8217;altezza. Gli aperitivi, ad esempio, sono importantissimi per la buona riuscita di una riunione conviviale, sgelano l&#8217;atmosfera e inducono gli invitati alla comunicazione, fanno star bene e innescano allegria, ma vanno amministrati secondo le inclinazione degli ospiti, si offriranno così cocktail leggeri a chi mal sopporta l&#8217;alcool, e robusti a chi ne fa richiesta. Perchè il buon bere non deve mai in nessun caso avere spiacevoli effetti collaterali. Il bere è un piacere, e come tutti i riti che fanno la qualità della vita ha i suoi cerimonieri. Nato a Verona nel 1900, <em>Giuseppe Cipriani</em>, figlio di un muratore emigrato in Germania, divenne uno dei grandi maestri nell&#8217;arte di condurre un albergo, insuperabile inventore di cocktail di straordinaria leggerezza e di manicaretti (celeberrimo il carpaccio), prima voce a divulgare la ricchezza di tradizioni veneziane e venete. Cipriani accoglie i clienti con l&#8217;ingrediente della tradizione nostrana, genuinamente veneta, in questa semplicità sta il segreto della sua genialità. La fedeltà delle radici lo portò a impiegare quello che allora era l&#8217;umile prosecco quale ingrediente sostitutivo di champagne dai nomi altisonanti. I cocktail da lui creati in un vecchio magazzino di cordami trasformato nell&#8217;Harry Bar fecero il giro del mondo.<br />
E&#8217; nelle mie abitudini nel fine settimana organizzare aperitivi con tutti gli amici, bere qualcosa di buono è una scusa per stare insieme, sempre accompagnato da stuzzichini invitanti. Prima di ogni cena l&#8217;aperitivo è l&#8217;inizio di una bella serata, sempre fatta di buona compagnia, buon beveraggio e buon cibo. I momenti di piacere che la vita regala, senza bisogno di tanti sforzi.<br />
Ogni tanto parlerò dei cocktail, notizie di storia e ricette da utilizzare nelle varie occasioni.<br />
A volte accadono cose che lasciano stupiti e fanno sorridere. Proprio ieri <a href="http://kijio.wordpress.com/"><strong>Kijio</strong></a> mi ha lasciato in un commento l&#8217;idea di postare dei cocktail&#8230;il post era già salvato in bozze, pronto per essere pubblicato. Dedico a lui quindi il primo cocktail, che viene spesso proposto come long drink, il famoso <em>Mojito</em> che io preparo molto spesso in estate.<br />
Il nome di questo cocktail è indissolubilmente legato alla <em>Bodeguita del Medio</em>, il locale dell&#8217;Avana dove Ernest Hemingway era solito gustarlo. Nato come drink notturno, il suo consumo fu adottato da grandi stelle del cinema che della Bodeguita del Medio fecero meta di pellegrinaggio.  Come tutte le cose desiderabili, gradualmente venne anticipata al pomeriggio. E&#8217; considerata la bevanda cubana per antonomasia, tanto che Fidel Castro ne ha una versione personalizzata che porta il suo nome in cui la soda è sostituita dalla birra cubana chiara e al rum chiaro viene sostituito quello scuro. Una variante che ho provato è quella con la birra Corona in sostituzione alla soda. Ingredienti e preparazione:<br />
- 6 cl di rum bianco<br />
- 10 gr. di zucchero di canna<br />
- 3 cl di succo di lime (io lo utilizzo tagliato a pezzetti con la scorza)<br />
- 4 cl di acqua di soda (io utilizzo la tonica, o in variante la birra Corona)<br />
- foglioline di menta fresca<br />
- ghiaccio tritato grossolanamente<br />
Metto nel bicchiere lo zucchero e il lime tagliato a pezzetti, lo pesto con l&#8217;apposito attrezzo per far uscire il succo che si mescola allo zucchero, aggiungo le foglie di menta e lo mescolo. Aggiungo il rum e la tonica ed in fine il ghiaccio tritato grossolanamente. Credo che in molti abbiano provato questo drink, a chi non l&#8217;ha fatto suggerisco di provarlo.</span></p>
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		<title>Sorsi di salute</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 06:07:09 +0000</pubDate>
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I liquidi sono indispensabili per la vita. Che si tratti di acqua naturale assolutamente pura o di ricche zuppe consumate in feste rituali, ciò che beviamo assolve una quantità di funzioni utili.
In primo luogo soddisfa la sete, ma può anche rinfrescarci quando fa caldo o riscaldarci in una fredda giornata invernale.
Le bevande possono essere ricche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img514.imageshack.us/img514/2498/sorsosaluteth0.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">I liquidi sono indispensabili per la vita. Che si tratti di acqua naturale assolutamente pura o di ricche zuppe consumate in feste rituali, ciò che beviamo assolve una quantità di funzioni utili.<br />
In primo luogo soddisfa la sete, ma può anche rinfrescarci quando fa caldo o riscaldarci in una fredda giornata invernale.<br />
Le bevande possono essere ricche di sostanze nutrienti destinate a rinforzarci, a fornirci i materiali base di cui siamo fatti e l&#8217;energia necessaria a risanare il nostro sistema corpo-mente quando non ci sentiamo bene.<br />
In più sono in grado di accrescere la nostra vitalità e longevità, così come di calmarci e di confortarci nei momenti più stressanti o traumatici. Attraverso la storia e praticamente ovunque nel mondo, bere è un gesto con importanti connotazioni sociali e religiose.<span id="more-88"></span><br />
Ancora oggi ha un ruolo simbolico importante nella nostra vita, tanto che in certe occasioni, sociali e lavorative, beviamo insieme per facilitare la comunicazione, brindiamo alla salute di un amico, alla felicità di una coppia di sposi o alla nascita di un bimbo.<br />
Sempre con un brindisi celebriamo un anniversario di matrimonio, un compleanno o il Natale. Ma tante volte beviamo insieme anche solo per scambiare due chiacchiere.<br />
In questi ultimi anni vengono spesso frequentati bar-locali dove vengono serviti sostanzioni aperitivi accompagnati da stuzzichini veramente invitanti.<br />
Ottima idea per la socializzazione, infatti capita spesso di conoscere persone nuove.</span></p>
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		<title>Il tè un mondo da scoprire</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 13:04:08 +0000</pubDate>
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&#8220;La strada per il paradiso passa attraverso la teiera&#8220;,
dice un proverbio inglese, forse con un pò di esagerazione, ma è certo che la parola &#8220;tè&#8221; evoca immagini rasserenanti, momenti di pausa da godersi sorbendo lentamente il liquido ambrato dalla tazza e assaporando l&#8217;aroma che se ne sprigiona.
Gustare il tè è un arte e come tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img181.imageshack.us/img181/4489/12125609vt0.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">&#8220;<em>La strada per il paradiso passa attraverso la teiera</em>&#8220;,<br />
dice un proverbio inglese, forse con un pò di esagerazione, ma è certo che la parola &#8220;tè&#8221; evoca immagini rasserenanti, momenti di pausa da godersi sorbendo lentamente il liquido ambrato dalla tazza e assaporando l&#8217;aroma che se ne sprigiona.<br />
Gustare il tè è un arte e come tutte le arti richiede tempo e dedizioni.<span id="more-87"></span> Non è tuttavia necessario essere dei tea-tester, come gli inglesi definiscono gli assaggiatori del tè, per distinguere un tipo da un altro oppure per scegliere la qualità più adatta al momento della giornata o</span> <span style="color: #824200;">all&#8217;umore, basta impegnarsi un pò, magari iniziando ad acquistare due o tre tipi di tè e preparando ogni giorno una  tazza di due qualità diverse in modo da esercitare il proprio gusto a cogliere le differenze.<br />
Il tè non è soltanto una fragrante bevanda da degustare, me è un vero e proprio fenomeno culturale con alle spalle una storia avventurosa. &#8220;<em>Prendi un cucchiaino di tè nella tua mano</em>&#8221; suggerisce un un opuscolo edito dal Tea Council of America, l&#8217;associazione americana che ha lo scopo di promuovere il consumo del tè. &#8220;Guarda bene la sua strana forma arrotolata. Aspira il suo pungente aroma. Mettilo in una teiera di acqua bollente e annusa il suo profumo stimolante, tentatore e rinfrescante&#8221;. Attraverso questa fragranza passa una delle grandi storie del mondo. E&#8217; una storia intessuta di antiche leggende, di intrighi, di romanzo, di poesia e di dramma.<br />
E&#8217; anche una storia moderna di commercio, di finanza e di relazioni internazionali.<br />
Generalmente si associa il tè alla Gran Bretagna, dato che il Regno Unito ha esportato nel mondo la cultura del &#8220;tè delle cinque&#8221;. Il tè però non è una bevanda inglese, ma orientale e, quando il suo consumo si diffuse in Europa per merito degli olandesi, non furono certo gli inglesi i primi a esserne entusiasti, bensì i francesi.<br />
Luigi XIV fu infatti tra gli scopritori del tè in Europa. Gli inglesi, semmai, furono i primi a farsi venire l&#8217;idea di tassare il consumo. Io sono una grande consumatrice di tè, il gusto che preferisco è il bergamotto, soprattutto nelle serate invernali diventa la mia cena con biscottini secchi alla vaniglia, o con torte di pastafrolla. </span></p>
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		<title>E vai col tanga!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 10:05:39 +0000</pubDate>
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Il tanga è un &#8220;coprisesso&#8221; antichissimo, costituito da un triangolo di paglia, terracotta o altri materiali, trattenuto ai fianchi da lacci e diffuso tra le popolazioni delle foreste tropicali dell&#8217;America meridionale.
E&#8217; arrivato a noi trasformato in indumento sexy, un costume da bagno o uno slip intimo costituito da un triangolino di tessuto, molto sgambato sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img186.imageshack.us/img186/2681/tanganb4.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">Il tanga è un &#8220;<strong>coprisesso</strong>&#8221; antichissimo, costituito da un triangolo di paglia, terracotta o altri materiali, trattenuto ai fianchi da lacci e diffuso tra le popolazioni delle foreste tropicali dell&#8217;America meridionale.<br />
E&#8217; arrivato a noi trasformato in indumento sexy, un costume da bagno o uno slip intimo costituito da un triangolino di tessuto, molto sgambato sul davanti e con una semplice strisciolina di stoffa nella parte posteriore.<span id="more-92"></span><br />
Il nome deriva dal portoghese tanga, che a sua volta sarebbe stato ripreso dal tupì, un&#8217;antica lingua delle civiltà precolombiane diffusa nel bacino del Rio delle Amazzoni.<br />
Secondo altri il nome sarebbe invece riconducibile all&#8217;indumento in stoffa o pelle usato dalle donne della regione del Tanganica (attuale Tanzania) per fermare le emorragie dopo il parto, il <em>Kikongo ntanka</em>, giunto in Brasile con gli schiavi, si sarebbe poi trasformato nel portoghese tanga.</span></p>
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		<title>Bon ton ieri e oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 20:47:45 +0000</pubDate>
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Giovanni della Casa non aveva certo previsto, nel XVI secolo, che con il suo trattato sui modi da tenere  in società dedicato a Galeazzo Florimonte, di cui Galatheo non è che il nome latinizzato, avrebbe dato il via a una innumerevole serie di trattati e corsi su regole che, pur migrate da una generazione all&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img403.imageshack.us/img403/9942/galateodv2.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">Giovanni della Casa non aveva certo previsto, nel XVI secolo, che con il suo trattato sui modi da tenere  in società dedicato a Galeazzo Florimonte, di cui Galatheo non è che il nome latinizzato, avrebbe dato il via a una innumerevole serie di trattati e corsi su regole che, pur migrate da una generazione all&#8217;altra e filtrate dalle convenzioni sociali di epoche diverse, ancora oggi si rivelano fondamentali per una civile convivenza quotidiana.<br />
In realtà si tratta solo di una naturale tendenza a regolare i rapporti fra le persone e a stabilire norme per rendere più fluidi i rapporti. Un paradosso che funziona, oggi come ieri. E le buone maniere del passato suggeriscono criteri collaudati per sentirsi sicuri dei propri comportamenti.<span id="more-86"></span><br />
In tutte le circostanze, anche in quelle più nuove, generate dai cambiamenti di costume e società.<br />
A tutti, anche ai più giovani danno fastidio scortesia e maleducazione. Si è sempre alla ricerca di un rimedio, un modello di comportamento che aiuti a semplificare la vita.<br />
Molti principi, affermatisi nel corso degli anni, possono oggi essere applicati in ogni occasione, dalla cerimonia ufficiale alla tavola di tutti i giorni, dall&#8217;incontro galante a quello di lavoro, dai rapporti tradizionali (carta, penna e calamaio) a quelli effettuati con i moderni mezzi di educazione (telefono, cellulare, internet).<br />
Corsi e lezioni su regole di comportamento non sono però un vezzo dei nostri giorni. Già Greci e Romani si erano preoccupati di trasmettere ai bambini delle direttive comportamentali.<br />
Curioso come queste regole fossero trasmesse e poi scritte a uso dei soli fanciulli, come se gli adulti non ne avessero bisogno&#8230; o anche allora si pensava che, una volta imparate da bambini, certe regole sarebbero state assimilate e mai più dimenticate.<br />
In alcuni paesi del Nord Europa, per esempio in Svezia, le regole di comportamento sono materia di insegnamento, fin dai primi anni di scuola. Un corso di galateo, anche rapido, non inventa nulla di nuovo, ma può essere un ripasso di quelle regole non scritte che rendono piacevoli le relazioni sociali, con riferimento alle occasioni in cui il saper vivere..con bon ton può fare la differenza.<br />
Conoscere e scoprire comportamenti curiosi, a volte possono sembrare anche assurdi e farci sorridere. Perchè no? sempre per il gusto di leggere e scoprire qualcosa di nuovo.</span></p>
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		<title>A come Afrodisiaco</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 20:07:50 +0000</pubDate>
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Nata dalla spuma del mare la bellissima Afrodite-Venere era venetara dai Greci come dea dell&#8217;amore tanto ideale quanto carnale e, nella sua veste di Afrodite pornè (prostituta), ha dato il proprio nome ai cibi e alle droghe che stimolano l&#8217;attività sessuale.
L&#8217;afrodisiaco può accendere il desiderio, accrescere le energie fisiche o migliorare l&#8217;atto d&#8217;amore in sè, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img45.imageshack.us/img45/3025/peperoncinowt8.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">Nata dalla spuma del mare la bellissima Afrodite-Venere era venetara dai Greci come dea dell&#8217;amore tanto ideale quanto carnale e, nella sua veste di Afrodite <em>pornè</em> (prostituta), ha dato il proprio nome ai cibi e alle droghe che stimolano l&#8217;attività sessuale.<br />
L&#8217;afrodisiaco può accendere il desiderio, accrescere le energie fisiche o migliorare l&#8217;atto d&#8217;amore in sè, agendo in uno o più dei seguenti modi:<br />
- può avere un effetto specifico sulle zone erogene<br />
- può eccitare o agire da irritante, lassativo o diuretico, focalizzando l&#8217;ettenzione sull&#8217;area genitale<br />
- può stimolare la mente per suggestione o con un simbolismo sessuale<br />
- può rilassare il corpo allentando le inibizioni<br />
- può risultare salutare e nutriente, ricco di vitamine e minerali<br />
- può prolungare la durata dell&#8217;atto d&#8217;amore<span id="more-84"></span><br />
Gli afrodisiaci sono in grado di esaltare, raddolcire o ispirare lo stato d&#8217;animo giusto, così come i profumi gradevoli, la buona musica, oppure i cibi e vini squisiti.<br />
Tutte le condizioni in cui si assumono gli afrodisiaci influiscono sulla loro efficacia.<br />
E&#8217; estremamente importante l&#8217;atmosfera del luogo di seduzione e bisogna prestare attenzione alla quantità.<br />
Eccedere con certi afrodisiaci può, nella migliore delle ipotesi, rendere difficile la digestione, nella peggiore uccidere, Madame de Pompadour si ammalò a causa degli afrodisiaci che preparava per sè, e molte matrone romane uccisero i loro amanti con l&#8217;uso smodato di afrodisiaci venefici.<br />
Venenum, la parola latina che significa veleno, era anche il nome di un filtro d&#8217;amore.<br />
Il poeta Al-Nafzawi nel suo <em>Il girdino profumato</em>, un classico per gli studiosi di afrodisiaci, elenca tra i motivi di godimento &#8220;la buona salute del corpo, il cuore sgombro da preoccupazioni, la serenità d&#8217;animo, l&#8217;esuberanza di gioia, il nutrimento adeguato&#8221;.  <br />
Una nuova rubrica dedicata agli alimenti conosciuti come afrodisiaci nasce con questa introduzione. Nella vita tutto può essere utile, o solamente per il gusto di conoscere.</span></p>
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		<title>Natura che cura: Aloe</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 04:46:35 +0000</pubDate>
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Grazie alle sue spiccate proprietà idratanti, l&#8217;aloe entra nella composizione di numerose creme di bellezza. Per lo stesso motivo questa pianta della famiglia delle gigliacee è nota per il suo benefico effetto sulle scottature, comprese quelle da sole. L&#8217;aloe viene utilizzata in medicina da oltre due millenni.
Le sue foglie carnose contengono una polpa chiara, simile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img114.imageshack.us/img114/2648/aloe2dk8.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;">Grazie alle sue spiccate proprietà idratanti, l&#8217;aloe entra nella composizione di numerose creme di bellezza. Per lo stesso motivo questa pianta della famiglia delle gigliacee è nota per il suo benefico effetto sulle scottature, comprese quelle da sole. L&#8217;aloe viene utilizzata in medicina da oltre due millenni.<br />
Le sue foglie carnose contengono una polpa chiara, simile a un gel, che allevia per semplice contatto infiammazioni e dolori. <span id="more-78"></span>Applicata tempestivamente in caso di scottature questa pianta impedisce la formazione delle fastidiose bolle.<br />
Il succo di &#8220;aloe vulgaris&#8221;, una specie affine all&#8217;aloe illustrata nella foto, è famosa per le sue proprietà purgative, tanto che il suo utilizzo è regolamentato dalla legge in diversi paesi.<br />
L&#8217; aloe è una specie originaria dell&#8217;Africa equatoriale. Viene coltivata su larga scala nelle Antille, dove è stata introdotta più di 400 anni fa. Nei paesi islamici è considerata un simbolo religioso, in passato, infatti, i pellegrini di ritorno dalla Mecca ne appendevano alcune foglie sulla porta di casa.<br />
L&#8217;aloe resiste alla siccità, essendo una pianta robusta e tenace ne sopporta senza danni anche per lunghi periodi, ma non resiste al gelo. Secondo una credenza popolare de foglie dell&#8217;aloe, anche se tagliate ed essiccate, ritrovano tutta la loro freschezza quando vengono immerse nell&#8217;acqua.<br />
L&#8217;aloe cresce bene nelle regioni meridionali italiane e in generale lungo le coste del Mediterraneo. Poichè non tollera il gelo nelle regioni con inverni freddi va coltivata in vaso e ritirata in locali chiusi da Novembre ad Aprile.<br />
Il succo ricavato dalle foglie di aloe entra nella composizione di numerosi prodotti di bellezza, saponi, creme, lozioni ed anche prodotti per i capelli.<br />
Si racconta che Cleopatra ne facesse largo uso.</span></p>
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		<title>Un bacio per tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 04:51:52 +0000</pubDate>
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Quanti modi di baciare esistono?
Il più praticato è quello &#8220;alla francese&#8221;, labbra contro labbra ed esplorazione della bocca con la lingua. Ma i modi di baciare sono almeno 25, come sostiene Michael Christian nel libro L&#8217;arte di baciare.
Tra i baci più praticati ci sono quello &#8220;del labbro superiore&#8221;, citato nel Kamasutra, con l&#8217;uomo che succhia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img352.imageshack.us/img352/7619/unbaciobr4.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #824200;"><strong>Quanti modi di baciare esistono?</strong><br />
Il più praticato è quello &#8220;alla francese&#8221;, labbra contro labbra ed esplorazione della bocca con la lingua. Ma i modi di baciare sono almeno 25, come sostiene Michael Christian nel libro <em>L&#8217;arte di baciare</em>.<br />
Tra i baci più praticati ci sono quello &#8220;del labbro superiore&#8221;, citato nel Kamasutra, con l&#8217;uomo che succhia il labbro superiore della donna mentre lei fa lo stesso con quello inferiore del partner, il &#8220;nip-kiss&#8221; con i denti che pizzicano leggermente le labbra, oppure il &#8220;blow kiss&#8221; che consiste in ritmate soffiatine sulle labbra, molto eccitante e preludio a baci più profondi.<span id="more-82"></span><br />
Ma il bacio sulla bocca è anche un saluto tra uomini in Russia e tra padre e figlio in America.<br />
In Oriente è un segno di riverenza e umiltà il bacio del piede, mentre si dà un bacio sulla fronte quando si rispetta una persona.<br />
Quale bacio preferite voi?</span></p>
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