mar 01 2011
Il gallo Basilisco
Alpi, Prealpi, laghi e pianure, ovunque in Lombardia era rinomata la credenza nel gallo Basilisco.
Poco più grosso di un gran ramarro, gli somigliava anche se non aveva la pelle verde di serpente, ma grigio scuro e ricoperta di squame.
Sulla testa presentava una corona e lungo e dalla schiena fin sulla coda una cresta durissima a sega.
Ai lati aveva due ali membranose che potevano assomigliare a quelle del pipistrello.
La lingua era bifida e fischiava richiamando l’attenzione di uomini e animali.
Chi lo fissava negli occhi restava incantato come di sasso, senza muoversi in nessun modo, ne abbassare le palpebre per sottrarsi al maleficio o chiamare aiuto.
Il suo veleno aveva effetto immediato, non c’era scampo per il malcapitato.
Prima di morsicare la vittima, il gallo l’avrebbe immobilizzata per ore con lo sguardo godendo del terrore inflitto.
Il gallo poteva provocare incendi se, volando, lasciava cadere una goccia del suo veleno.
Si afferma che nascesse dall’uovo di un vecchio gallo di 7 o 10 anni, deposto sul letame e covato da un rospo o da una rana per circa un mese.
Già nel secondo decennio dell’800 un’inchiesta certificava che l’antica credenza godeva ancora di ampio credito, non solo attorno al lago di Como, ma anche nel resto dell’Italia.
Solo il girasole, come per altri rettili, avreva il potere di tenerlo lontano. Per questo era usanza mettere un girasole agli angoli dell’orto e dei campi, eretto su un altro fusto.
Anche la Svizzera non sfuggiva al mito della sua esistenza. Gli abitanti di Mendrisiotto lo collocavano nel lago di Como e per loro era il gall-bisalesch, nome dialettale che si manteneva in tutta la Val Padana.
In Trentino sarebbe vissuto in una caverna a Mezzocorona e fu ucciso dall’astuzia di un giovane, si racconta che una goccia del veleno corrose il guanto di ferro del guerriero e penetrò nella carne tanto da ustionarlo, ma non tanto da impedire la fine del malefico gallo.
marzo 1st, 2011 alle 21:31
Ora ho la scusa perfetta per riempire la casa di girasoli, appena sarà il momento.
marzo 1st, 2011 alle 23:25
ci pensavo pure io
marzo 2nd, 2011 alle 18:30
Un simpatico animaluccio da compagnia…