feb 22 2011

M’ama o non m’ama?

Tag: Senza categoriaIrish @ 22:03

La maggior parte delle credenze si riferiscono ai sistemi tramite i quali le ragazze cercano  di conoscere la fedeltà del proprio innamorato o chi sarà il futuro marito.
Il più conosciuto è sicuramente il “m’ama, non m’ama” fatto coi petali di margherita o con altre erbe tra cui la coda cavallina, l’asparago selvatico e la gramigna.
Nel Senese le ragazze che desiderano conoscere le vere intenzioni di uno spasimante, gettano dei semi di mela sul fuoco, se questi bruciano senza far rumore non è vero amore, se invece scoppiettano è amore sincero.
Altre ragazze tenevano una pianta di ruta in casa, finchè restava bella durava l’amore, se deperiva l’amore diminuiva d’intensità.
In Sicilia per testare la fedeltà del futuro sposo le ragazze mettevano un fiore di cardo sulla finestra, se questo fioriva durante la notte il marito sarebbe stato fedele, se non fioriva infedele.
Nel Bolognese, le ragazze che volevano conoscere il proprio destino amoroso, facevano mettere da un’amica nei quattro angoli della stanza, un anello, della cenere, una chiave e dell’acqua, poi, senza sapere l’esatta collocazione, si dirigevano verso uno dei quattro angoli: la scoperta dell’anello era presagio di matrimonio, la chiave  indicava una casa da governare, l’acqua erano lacrime e sofferenza, la cenere indicava la morte.
Nel Mantovano la scena si ripete con l’utilizzo di oggetti diversi, acqua, cenere, forbici e anello. L’acqua era il pianto, la cenere era morte, le forbici lo zitellaggio, l’anello il matrimonio.
Sempre le fanciulle bolognesi usavano mettere sotto il cuscino, alla sera, tre spilli con le capocchie colorate di rosso, bianco e nero. Senza guardare ne sceglievano uno, dopo averci dormito sopra, giocando la sorte di: rosso per le nozze imminenti, nero per la morte, bianco per il tutto come prima.
Molto diffusi erano anche i filtri d’amore. In Toscana, per vedere ricambiato il proprio amore, le ragazze conservavano vicino al cuore la cenere di una ciocca di capelli bruciati dell’amato, o ne preparavano addirittura un decotto.Per accendere il fuoco dell’amore nel Bolognese le ragazze mettevano del sale sulla soglia di casa o in tasca aal’amato.
Nel Senese, mescolata ad una birra, davano da bere della rugiada raccolta in una notte di luna piena.
In alcune regioni meridionali si mescolava al cibo o alle bevande dell’amato, qualche goccia di sangue mestruale.
Nel Mantovano facevano bere agli innamorati del vino con semi di cumino o gocce del proprio sangue, a Pordenone, invece, ungevano di nascosto i ragazzi con dell’olio santo.
Piccoli trucchi erano: far la prima visita all’innamorata o chiederne la mano di sabato a Lucca, di domenica a Modena. varcare la soglia dell’amato sempre con il piede destro a Manfredonia.
Ma il detto “morto un papa se ne fa un altro” quando è nato?

2 Commenti a “M’ama o non m’ama?”

  1. pupottina scrive:

    bastasse fare m’ama non m’ama per saperlo… eheheheh
    meglio non pensarci e fidarsi un po’ di più…. chi guarda troppo ai peccati degli altri, prima o poi riceve lo stesso trattamento … e non sempre è un bene …

    buon mercoledì ^______________^

  2. Giulio GMDB© scrive:

    Sistemi pericolosi: rischiano di toglierti la fiducia a chi la merita e magari darla a chi non la merita… :-/
    :-) )