set 14 2010
Siamo Giovani Marmotte
Da sempre, comuni regole del vivere quotidiano impongono di non gettare a terra la carta straccia, non sprecare l’acqua lasciandola scorrere dal rubinetto inutilmente, non lasciare le luci accese e molte altre ancora.
Tutte rappresentano dei principi generari di buona educazione. Una volta era chiamata “economia domestica” ed era materia di studio a scuola. Oltre a insegnare il rispetto per l’ambiente si tendeva a condannare quelsiasi spreco.
Anche il Manuale delle Giovani Marmotte, che conservo ancora a casa di mammà, ammoniva: “No, no, niente sprechi” e raccomandava “di non gettare tra i rifiuti i pezzi di pane avanzato sulla tavola”.
Può essere infatti diversamente utilizzato, in casa come panegrattato oppure allo zoo o sul davanzale della finestra di casa, per dare da mangiare agli animali affamati. Una nuova sensibilità e una diversa consapevolezza di ambiente e natura devono essere quindi trasmesse ai bambini di oggi, creiamo noi un manuale per loro.
Solo così si potrà ottenere un risultato e trasformare in buona abitudine un comportamento corretto. In Italia e nel mondo si pretende spesso che gli stranieri si adeguino alle usanze, perchè allora non informarsi su quelle altrui prima di avere a che fare con una persona di un altri paese?
Ogni società ha sviluppato diverse consuetudini, che a poco a poco si sono tramutate in vere e proprie regole di comportamento. Ecco perchè bisognerà adeguarsi, senza stupirsi troppo, quando starnutire o soffiarsi il naso in pubblico verrà considerato maleducato, come accade in Giappone, oppure se il segno di una “sonora digestione” a tavola farà piacere ai padroni di casa, come capita in alcuni paesi arabi. Anche il modo di salutare varia, soprattutto tra Oriente e Occidente. Pensate che il sorriso, simbolo di cordialià tanto apprezzato in Europa, è sconsigliato in molti paesi orientali, questo perchè mostrare l’arcuata dentale viene considerata una manifestazione di aggressività. Anche le modalità di inviti e orari per appuntamenti variano con il variare della latitudine terrestre e alcuni comportamenti in pubblico sono recepiti diversamente dalle diverse culture.
Le regole su come si sta a tavola sono particolarmente importanti ora che sono sempre più frequenti i rapporti di lavoro con altri paesi.
La cosa importante è conoscere usi e costumi del paese che si intende visitare o quelli dell’amico straniero che vogliamo invitare a pranzo. Pensandoci, non è poi così difficile.
settembre 15th, 2010 alle 10:22
Che piacere, rileggerti!
settembre 15th, 2010 alle 11:52
Se invitassi un Arabo a pranzo mi sentirei molto rilassato
[burp]
settembre 16th, 2010 alle 09:20
Ho sentito dire che nelle campagne cinesi le persone con occhi e capelli chiari sono considerate dei demoni…paese che vai…usanze che trovi!!!!
Un caro saluto!
settembre 16th, 2010 alle 21:53
Concordo con te. Ci vuole sensibilità anche se invitiamo un amico, a maggior ragione se invitiamo qualcuno che ha una cultura diversa.
Un abbraccio
settembre 19th, 2010 alle 23:13
http://aquilanonvedente.wordpress.com/2010/09/12/il-manuale-delle-giovani-marmotte/
Piacere di rileggerti.
settembre 28th, 2010 alle 15:56
I manuali delle giovani marmotte!!! Ce li ho ancora tutti e mi hanno insegnato tantissimo
ottobre 6th, 2010 alle 08:33
se guardiamo la TV capiamo perché la buona educazione abbia da tempo lasciato il Bel Paese… non sei fico se non sei prepotente, arrogante e ineducato…
ottobre 6th, 2010 alle 18:07
Anche mio figlio conserva la collezione di Manuali delle Giovani Marmotte, un mito della sua infanzia. Su quel che scrivi sulle usanze diverse, è vero, bisogna sapersi adattare. Ed è un gesto di rispetto informarsi prima di interagire con persone di cultura diversa dalla propria.
ottobre 27th, 2010 alle 00:25
Ciao, tutto ok?
kisses
novembre 5th, 2010 alle 21:54
…mah, non ho mai capito perchè il loro zio, Paperino, non sapeva nemmeno cucire un bottone per non parlare di accendere un fuoco senza bruciarsi le piume della coda.