ott 23 2009
Sicilia, tutti i profumi del pane
Percorrendo la strada del pane sbarchiamo in Sicilia alla scoperta del pane infuocato.
Quelli siciliani sono prodotti che portano nel loro impasto l’essenza di questa regione,
e i loro sapori riflettono la natura geografica dell’isola, il suo equilibrio tra terra e mare, nel grano duro che si confonde con le note gustose di acciughe e olive.
Nei vicoli di Ragusa, Messina e Palermo sono ancora molte le friggitoie, i forni e le bancarelle che offrono a tutte le ore Sfinciuni, condito con caciocavallo e pomodori, e pane cunzato, condito con olio, pepe e origano.
In grandi pentoloni troviamo il pane ca’meusa, schietta o marinata se accompagnata da ricotta. Il cucciddatu, detto anche pane co’ buco per la sua caratteristica forma a ciambella, è il pane tipico di Catania.
La papalina è il nome curioso di un morbido pane, al termine di una prima lievitazione l’impasto viene trattato con burro, uovo e semi di cumino. A Novara di Sicilia si sforna il pé rigorosamente preparato secondo antichi metodi tradizionali.La scacciata viene prodotta in tutta la regione, varia da provincia a provincia la farcitura, nei dintorni di Modica con melanzane e spinaci, nei paesi vicino a Catania con i cavolfiori.
Il Vastedda è un pane casereccio che non manca mai nei forni siciliani, anch’esso prodotto con antichi metodi, soprattutto utilizzato per accompagnare le pietanze tradizionali dell’isola.
Latte e succo di limone sono gli ingredienti del pane di Monreale, vengono aggiunti all’impasto tradizionale di farina di grano duro. Con rami di quercia e ulivo vengono cotti, in forno a legna, le pagnotte o i filoncini, è proprio questa cottura con gli aromi bruciati nel forno a conferire un sapore particolare e unico come quello del pane nero di Castelvetrano.
A Scicli, in provincia di Ragusa, viene prodotta una golosità, il cucciddatu scaniatu, una focaccia impastata con ingredienti tradizionali come caciocavallo, ricotta, salame e pepe.
Ma non vi sembra di sentire il profumo di queste prelibatezze?
Pizziati, parigini, torciglioni, scalette e mafalde sono la produzione di ogni giorno, di tutti i panettieri in ogni angolo dell’isola.
ottobre 24th, 2009 alle 15:51
Ho già di nuovo fame
ottobre 24th, 2009 alle 16:38
Oh mannaggia, mi vien da piangere a tutte le prelibatezze che ho lasciato…
ottobre 26th, 2009 alle 13:06
fameee e presto lavorerò a stretto contatto con il pane e la pizza e … che disastro!!!
ottobre 28th, 2009 alle 10:37
Pasta e pane: per me due alimenti irrinunciabili
ah, sì, e anche la pizza
ottobre 28th, 2009 alle 12:36
E’ quai mezzogiorno…che languorino!!!
Cinzia
ottobre 29th, 2009 alle 10:25
Ciao a tutti sono un nuovo visitatore di questo bellissimo sito. vorrei commentare e se possibile e riportare la ricetta ro cucciddatu scaniatu fatto da mia madre qui a Scicli.Impastare la farina con lievito e acqua, ma molto poco vi raccomando perche il trucco e tutto li deve rimanere molto friabile , mischiare in questo impasto strutto di maiale e un po di formaggio ragusano, formare la forma cicolare con il buco al centro e immettere nel pasta un po di salsiccia cruda come decorazione, provate e non vi pentirete. ciao amici e alla prossima.