ott 21 2009
Tu, di che errore sei?
“Nessuno nasce imparato”, certo non è il modo giusto per dire ciò che si pensa ma il concetto è chiaro.
A tutti capita di fare errori, ma non tutti siamo Dante Alighieri, se l’errore dovesse trovarsi in uno scritto inviato a un amico o a un familiare l’affetto e il legame che intercorrono lo farà scusare.
Tuttavia se questo dovesse capitare nella cosiddetta corrispondenza sociale il perdono sarà più difficile da ottenere. I sentimenti, quella parte emotiva che risiede in ogniuno di noi riesce sempre ad emergere, spesso fa da padrone alla situazione, sia per la lettera all’amico sia per una richiesta di assunzione, chi ci governa è l’emozione.
Ed è chiaro che l’amico l’errore di scrittura non lo considera, non ha un peso determinante, non cambia l’affetto che prova nei nostri confronti.
Chi riceve la nostra lettera di assunzione non ci conosce, non intravede tra le righe la nostra emozione, il pensiero di aver detto tutto, la speranza di una risposta positiva.
Sono molti i fattori che compromettono uno scritto.Gli errori di ortografia più frequenti sono la mancanza di accento sulla “è” del verbo essere, oppure la
mancanza di “h” nel verbo avere, ma questi errori, in verità, spostano di poco o quasi di nulla il senso del testo.
Altri errori, per esempio le doppie, possono invece alterare il testo, casa è diverso da cassa e carro è diverso da caro. Una maggior attenzione quindi, poichè affidiamo allo scritto le nostre emozioni, i nostri pensieri e i nostri intendimenti, facciamo in modo che il destinatario li comprenda nel giusto modo.
Errori che mi capita sovente di leggere sono: dassi invece di dessi, abbi invece di ebbi, vadi invece di vada, venghi invece di venga, e questi sono errori molto gravi e difficili da scusare anche usando tutta la buona volontà, vengono considerati un’offesa alla nostra lingua.
Se per abitudine scriviamo tutto velocemente il consiglio è quello di rileggere molto bene il testo prima di inviarlo e soprattutto, se dovesse capitare di avere dubbi su come si scrive un vocabolo, consultare un vocabolario ci aiuterà non solo ad essere scusati e giudicati positivamente, ma anche a toglierci qualche dubbio.
Scrivere una brutta copia lo insegnano alle elementari, un buon metodo per farci sentire più sicuri, non è una perdita di tempo ma una saggia precauzione che ci permetterà di meditare, di correggere, di rivedere, di riformulare i concetti per giungere a una forma soddisfacente, corretta e chiara. Anche uno scritto necessita del colpo di spazzola finale.
Quali errori commettete voi?
ottobre 21st, 2009 alle 10:44
Bella domanda… in genere, faccio tesoro degli insegnamenti ricevuti, una brutta copia che poi, dopo attenta lettura, diventa bella, ma alle volte qualche errore ci scappa, complice la fretta e… la tastiera del computer, altre volte invece sembra tutto perfetto e dopo un po’, rileggendolo, faccio ancora delle correzioni, che non sono mai errori di ortografia, ma piuttosto di forma, visto che di un testo amo anche la “musicalità”.
Comunque, se ho dei dubbi, consulto sempre un vocabolario e se malgrado questo capita, beh, spero sempre in un po’ di comprensione…
ottobre 21st, 2009 alle 11:10
Non ho mai scritto in brutta copia nemmeno a scuola e non tendo a farlo ora, rileggo difficilmente quello che scrivo e sono spesso troppo frettolosa.
Non commetto errori di doppie o di coniugazione dei verbi, ma inverto spesso le lettere in corso di battitura; così che diventa ceh o cose simili.
Il correttore ortografico del PC viene spesso in mio aiuto, ma non sempre sono attenta a riguardare il testo.
Quando scrivo a mano il discorso invece cambio notevolmente, certo errori non si fanno e il mio testo risulta migliore.
ottobre 21st, 2009 alle 13:19
sbagliare le doppie mi capita davvero di rado. Mi è capitato di scrivere l’articolo “i” al posto di “gli” (difetto tipicamente milanese) e sono stato ampiamente schernito via blog (il post era in home page su Repubblica). Ho aperto il blog anche per ritornare a scrivere, dato che mi occupo solo di colore ed immagine, ragion per cui i miei modesti post sono sempre scritti “in brutta” e continuamente rivisti e corretti
ottobre 21st, 2009 alle 14:49
Ormai scrivo solo su tastiera, e ho aperto il blog anche per scrivere, come Eter. Gli errori di ortografia dovrebbero essere assenti, numerosi invece quelli di battitura, ma rileggendo si dovrebbe riuscire a sistemarne la maggior parte. Almeno si spera!
ottobre 21st, 2009 alle 15:11
mi cappita di fare erori di battittura, mi cappitta di scrivere le parole atacate…
a volte volontariamente a volte per distrazione…amo la brutta copia, storco il naso di fronte ad orrori grammaticali però mi piace anche giocare con le parole. In ogni caso, rileggere è una buona abitudine, sono d’accordo con te
ottobre 21st, 2009 alle 18:36
tutti. in ogni senso possibile. perché scrivo velocissima.
ma poi per fortuna c’è la correzione automatica di world che mi para le chiappe.
comunque uno dei più frequenti è l’invertire le lettere che compongono una parola. ad esempio ora invece che “para” avevo scritto “apra”.
il senso cambiava di molto, no?
ottobre 21st, 2009 alle 19:40
E io
che sono fissata
che noto anche gli accenti acuti e gravi
che cosa dovrei dire?
Mi vengono i brividi
già solo a leggere “perchè”
anziché “perché”.
Devo ammettere però
che da quando scrivo sul blog di Ippaso
sto iniziando a perder colpi anche io.
Effettivamente scrivere correttamente
è davvero scomodo e noioso.
ottobre 22nd, 2009 alle 10:05
Sono disgrafica, distratta e straniera. Ne faccio di tutti i tipi, per non annoiare…
ottobre 22nd, 2009 alle 10:09
Mannaggia ai refusi! (nei miei testi non mancano mai (purtroppo!)
Buona giornata
Giovanna
ottobre 22nd, 2009 alle 10:10
Ehm… Mi è appena scappata una parentesi in più… Mannaggia!!!!!
ottobre 22nd, 2009 alle 14:57
Io sono da “errore di fiducia”
ottobre 22nd, 2009 alle 20:10
facco ongi tipo di erore posible e imaginabile, sopratuto se non rilego cona ttenzone quello che scivo.
caio!
ottobre 22nd, 2009 alle 23:40
Io rileggo fino a imparare a memoria il testo…
ottobre 23rd, 2009 alle 22:04
Io faccio l’errore di non rileggere mai!
lo sooo è una pessima abitudine!!!
ottobre 27th, 2009 alle 00:43
Il mio lavoro è fatto di scrittura, e la forma è importante, ma purtroppo faccio continuamente errori di battitura, tra i miei must c’è lo sbaglio di data (proprio l’altro giorno ho mandato via un documento datato ottobre 2008…) e il classico “di” al posto di “si”… quelle stramaledette lettere attaccate, per cui “lo si potrebbe fare” diventa “lo di potrebbe fare”… sgrunt…
ottobre 27th, 2009 alle 20:51
Errori di battitura a quintali (e la tastiera un po’ vecchia non mi aiuta per niente); per i dubbi consulto il vocabolario 8ma che peccato che il De Mauro non sia più on line!); alla fine rileggo velocemente e qualcosa ci scappa sempre.
(
febbraio 7th, 2010 alle 11:04
Lady gagas newest UNCENSORED Video is Out. ==> http://www.youtube.com/watch?v=mnPjT5k97Z8 <==
settembre 16th, 2010 alle 22:50
Io sono fanatica del rileggere e come qualcun altro scriveva più su anche degli accenti gravi e acuti.
Ho spesso parecchi dubbi e consulto costantemente i dizionari on line o cartacei a seconda del mezzo impiegato per scrivere, specie sui plurali quali ciliegie, camicie, provincie… non sono mai sicura di scriverli bene e per sicurezza controllo sempre.
La brutta copia la uso, si, ma nessuna bella copia è stata mai fedele alla brutta in tutta la mia carriera scolastica, concorsuale, ecc… Ad ogni rilettura cambio qualcosa, trovo un termine più adatto, snellisco, affino… Rileggere per me è un continuo limare. Anche sul mio blog: tante volte rileggo un post, altrettante volte opero una modifica.
Gli errori in cui incorro sono perciò errori di battitura che sfuggono alla rilettura, il più delle volte mi capita di invertire l’ordine delle lettere.
Uso molto le virgole e le incidentali quindi un errore ricorrente è quello di perdere il controllo della frase e dividere il soggetto dal verbo con una virgola assassina!