ott 19 2009
Marina
Non avevo dubbi sul fatto che anche stavolta Zafòn mi avrebbe rapito, anche stavolta entrare a far parte delle pagine di un suo libro mi è venuto spontaneo. Marina è unico nel suo genere.
“Una volta Marina mi disse che ricordiamo solo quello che non è mai accaduto.
Sarebbe trascorso un’infinità di tempo prima che potessi comprendere quelle parole. Ma è meglio che cominci dall’inizio, che in questo caso è la fine. Nel maggio del 1980 sparii dal mondo per una settimana. Per sette giorni e sette notti nessuno seppe dov’ero finito. Amici, colleghi, insegnanti e persino la polizia si lanciarono alla ricerca di quel fuggiasco che alcuni credevano già morto, o smarrito nelle strade malfamate della città in preda a un attacco di amnesia. Una settimana più tardi, un poliziotto in borghese credette di riconoscere quel ragazzo; la descrizione coincideva. Il sospetto vagava per la stazione Francia come un’anima in pena in una cattedrale fatta di nebbia e ferro. L’agente mi si avvicinò con aria da romanzo poliziesco. Mi chiese se mi chiamavo Oscar Drai e se ero io il ragazzo scomparso senza lasciare tracce dal collegio in cui studiava. Annuii senza dire una parola. Ricordo solo il riflesso della volta della stazione sulle lenti dei suoi occhiali. Ci sedemmo su una panchina lungo i binari. Il poliziotto si accese con calma una sigaretta e la lasciò bruciare senza portarsela alle labbra. Mi disse che c’era un mucchio di gente che mi stava aspettando per farmi un sacco di domande, per le quali mi conveniva avere buone risposte. Annuii di nuovo. Mi fissò negli occhi, studiandomi, “a volte dire la verità non è una buona idea Oscar”. Mi allungò qualche moneta e mi invitò a chiamare il mio tutore in collegio. Lo feci. Il poliziotto aspettò che finissi la telefonata, poi mi diede i soldi per un taxi e mi augurò buona fortuna. Gli domandai come faceva a sapere che non sarei sparito ancora. Mi guardò a lungo. “Scompare solo la gente che ha qualche posto dove andare” rispose secco. Mi accompagnò fuori e mi salutò, senza neppure chiedermi d0v’ero stato. Lo vidi allontanarsi lungo il Paseo Colòn. Il fumo della sigaretta, intonsa, lo seguiva come un cane fedele. Quel giorno il fantasma di Gaudì aveva scolpito nel cielo di Barcellona delle nubi impossibili su un cielo azzurro che accecava lo sguardo. Presi un taxi fino al collegio, dove immaginavo mi attendesse un plotone d’esecuzione. Per quasi un mese gli insegnanti e gli psicologi della scuola mi martellarono di domande per farmi rivelare il mio segreto. Mentii a tutti, raccontando a ciascuno quello che voleva sentire o che poteva accettare. Con il tempo, tutti si sforzarono di fingere di aver dimenticato quell’episodio. Io seguii il loro esempio. Non ho mai rilevato a nessuno quello che era successo davvero. Non sapevo ancora che, prima o poi, l’oceano del tempo ci restituisce i ricordi che vi seppelliamo. Quindici anni più tardi, mi è tronato alla mente quel giorno. Ho visto quel ragazzo girovagare nella bruma della stazione Francia e il nome di Marina si è infiammato di nuovo. Tutti custodiamo un segreto chiuso a chiave nella soffitta dell’anima. Questo è il mio”.
Scritto prima de L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo solo pochi mesi fa è stato tradotto per l’Italia.
Un altro Zafon, un altro capolavoro.
ottobre 19th, 2009 alle 10:25
Argh!!! sto leggendo Il gioco dell’angelo, sono alla fase dipendenza totale, com’era successo con L’ombra del vento..Ero un pò titubante su Marina, ma mi hai convinta!
ottobre 19th, 2009 alle 14:16
Ho letto l’ombra del vento un paio di anni fa mi pare…mi piacque molto,hai convinto anche me,sarà il mio prossimo libro! Grazie.
ottobre 19th, 2009 alle 15:28
Uhm
ho letto i primi due suoi libri, il primo mi ha entusiasmato tantissimo, il secondo l’ho trovato un po una ripetizione del primo
Sicura che valga la pena spendere dei soldi per questo libro?
o aspetto di trovarlo in internet
Mi fido??
ottobre 19th, 2009 alle 18:16
L’inizio è davvero notevole…
ottobre 20th, 2009 alle 11:30
ciao,non ci si sente da tanto,tutto bene?
ottobre 20th, 2009 alle 16:43
che autore magnifico !L’incipit dell’ombra del vento però…
ottobre 20th, 2009 alle 17:34
Non conosco l’autore ma l’incipit mi piace… Lo metterò nella wish-list.
ottobre 20th, 2009 alle 20:15
Ho notato il libro in libreria e ne sono stata molto incuriosita! Riuscirò a trovare il tempo di leggerlo??
Ciao Irish!!! Un abbraccio!!