lug 20 2009

Un sorso di Carcadè

Tag: Senza categoriaIrish @ 06:51

karkadèIl carcadè appartiene allo stesso genere dell’ ibisco ornamentale, le origini di questo arbusto sono della zona tropicale dell’Africa e dell’Asia, ma ormai è ampiamente coltivato in molti paesi caldi del mondo e anche nelle regioni a clima temperato.
Sebbene molto usato nei luoghi d’origine, il suo impiego in Italia è piuttosto recente e risale agli anni agli anni trenta dello scorso secolo.
La particolarità di questa pianta è rappresentata dai fiori di colore giallo pallido o rosato racchiusi in un involucro che li protegge, il calice,  di un bel colore rosa vivo, o rosso, che diventa carnoso dopo la fecondazione del fiore.
Anche se i fiori non hanno colori vivaci quanto quelli di altre specie di ibisco, il carcadè viene spesso coltivato nei giardini. In cucina i calici vengono utilizzati per profumare i piatti a base di curry e per preparare salse acidulate e confetture.Le foglie si raccolgono quando sono ancora giovani e tenere e vengono aggiunte crude alle insalate, oppure si fanno lesse come verdure di contorno. Anche i semi trovano il loro utilizzo nelle salse.
I calici possono essere utilizzati freschi o essiccati, il loro uso più comune consiste nella preparazione dell’omonima bevanda acidula e dissetante che, grazie al suo colore rosso, viene usata anche per  colorare altre bevande e tisane.
In erboristeria l’infuso di calici, particolarmente ricco di vitamina C e di mucillagini, oltre a essere una gradevole bevanda, ha anche proprietà emollienti e leggermente astringenti,  agisce inoltre come depurativo del sangue, facilita la digestione e, per il suo potere rinfrescante, è  consigliato in caso di febbre alta.
Conosciamo sicuramente tutti il tè al carcadè, in cucina per me è ancora da scoprire.
Sicuramente i fiori sono molto decorativi, per la forma e per il colore.

19 Commenti a “Un sorso di Carcadè”

  1. sancla scrive:

    Se posso, ti suggerisco questa ricetta (l’unica che conosco col carcadè, peraltro): http://gloricetta.blogspot.com/2008/02/mousse-di-frutta-al-karkad.html

  2. salvogullotto scrive:

    leggendo il tuo blog mi rendo conto della mia poca cultura culinaria…
    ancora non avevo mai avuto contatti col Carcadè…
    :)

  3. Daniele Verzetti,Rockpoeta scrive:

    Lo conosco di nome mai ma mai assaggiato il the al carcadé purtroppo dato che sarei curioso di assaggiarlo.

    PS: ti chiedo per favore di passare da me. E’ importante. Leggerai tu stessa

    Un bacio
    Daniele

  4. Mr.Loto scrive:

    Nel breve periodo in cui ho vissuto in Egitto bevevo l’infuso di carcadè regolarmente; là lo trovavo in vendita a peso, esposto nei sacchi di iuta dei coloratissimi mercatini locali ed era davvero buonissimo!

  5. cinzia scrive:

    Nn l’ho mai assaggiato, ma se nè avrò l’occasione nn mancherò di farlo!
    Buona serata, ciao ciao
    Cinzia

  6. raperonzola54 scrive:

    ..e però…buono il carcaè.

  7. antonio scrive:

    buono anche bevuto freddo…

    ciao

  8. alessandra scrive:

    sì!!! buono e dissetante …. un ricordo del Senegal … insieme al the verde.
    5 amici seduti nella corte interna di una casa, un mondo sconosciuto che si apre davanti a noi. Per me è indissolubilmente legato al mio amico senegalese che mi ha fatto conoscere la sua terra e la sua famiglia. Non l’avevo mai bevuto prima.
    un abbraccio
    Ale

  9. Rino scrive:

    Carcadé con un pizzico di ginger o zenzero: squisito!
    Buona serata.

    Rino

  10. AndreA scrive:

    Caspita, non l’ho mai bevuto…devo recuperare, tanto più che essendo dissetante cade a pennello per i “problemi” che da la stagione che stiamo vivendo… ;-)

    Un abbraccio! :-)

    P.S. Promemoria … giovedi arrivo a Milano… :-)

  11. lavinia scrive:

    Uh, a me piace tanto il Carcadè! Era venuto di moda, da me, sul finire degli anni settanta.

  12. pupottina scrive:

    interessante!

  13. aquilotta71 scrive:

    ieri sono passata per un commento con il mio nome..caterina71..oggi passo in una veste nuova…che vuoi fa..il caldo….a presto

  14. impollinaire scrive:

    karkadè? non l’ho mai apprezzato molto, meglio l’irish coffee

  15. Angelo scrive:

    Mia nonna d’estatesi beveva un infuso di carcadè fresco…una volta l’ho assaggiato ma non mi è piacito per niente…ignoravo che si trattasse anche di una pianta ornamentale…

  16. eppifemili scrive:

    Ah vedi!
    Non avevo idea di cosa fosse anche se l’ho sempre sentito nominare…

  17. Liz scrive:

    il karkadè era l unica cosa che mi teneva in piedi quando vivevo in africa e in estate faceva taaaaaaaaaanto caldo :-)

  18. Laura scrive:

    In Egitto ci hanno detto che il karkadè è utile sia contro la pressione alta che la pressione bassa, purchè bevuto nei due diversi casi caldo o freddo a seconda del problema. Il fatto è che non mi ricordo quand’è che si deve bere caldo e quando freddo! Chi c’è stato mi faccia sapere, grazie!

  19. Roby scrive:

    Adoro il Karkadé. Ho trovato una marca ottima. Dopo l’infusione il petalo e’ completo e non spezzettato. Praticamente quasi introvabile in Italia.
    Ricetta:
    ASPIC DI UVA FRAGOLA E KARKADE’ ALLA MENTA
    1 grappolo di UVA FRAGOLA
    mezzo litro di infuso di Karkadé forte
    2 fogli di gelatina
    qualche foglia di menta possibilmente piperita
    un cucchiaio di zucchero

    sgranare l’uva e metterla in uno stampo per aspic (io uso una ciotola di vetro che ha la forma da budino).
    A parte preparare l’infuso aggiungendo le foglioline di menta e, dopo averlo filtrato come per una tisana normale, zuccherare.
    Dopo aver seguito le istruzioni di ammollo per la gelatina, aggiungere i fogli ammollati nel liquido/tisana ancora caldo (non bollente però) e girare.
    Quando il liquido si è intiepidito si versa sull’uva fragola a riempire la ciotola e si da una rimestata in modo che i chicchi si distribuiscano bene. Una volta raffreddato si mette in frigo per qualche ora. Per impiattare si immerge lo stampo per qualche secondo a bagno maria nell’acqua calda (aiuta l’aspic a staccarsi) e si rovescia su un piatto.

    Si adattano bene anche altri tipi di uva basta che sia particolarmente dolce e ben matura, (l’ho fatto anche col moscato d’amburgo coltivato da mia zia).
    A me il chicco nell’aspic piace sbucciato e privato dei semi. Provare per credere…

    ciao

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