lug 06 2009
The Rock
In mezzo alla baia di San Francisco, sulla rocciosa e inospitale isola di Alcatraz, sorge l’omonimo carcere, tristemente famoso per la sua durezza e l’impossibilità di evadere.
Fino al 1963, anno della sua chiusura, è stato un incubo per migliaia di detenuti, alcuni dei quali, per sfuggire all’inclemenza del carcere, hanno rischiato la vita. Impossibile infatti evadere da The Rock (così è anche chiamato il carcere) o salvarsi dagli squali che vivono nelle acque intorno all’isola.
Oggi Alcatraz è ancora un luogo molto frequentato dai turisti, che percorrono gli stessi luoghi di un tempo, quelli che ospitavano alcuni tra i criminali più pericolosi degli Stati Uniti.
Ma è di notte però che lo spirito di The Rock riprende vita, come testimoniano i molti fatti strani e spesso inspiegabili avvenuti sull’isola.
Eventi a volte tanto misteriosi da aver fatto di Alcatraz uno dei luoghi più infestati di fantasmi al mondo. All’interno del carcere, i visitatori si imbattono in una doppia porta metallica, che cela il corridoio dove, nel 1946, furono uccisi tre detenuti.Proprio dietro questa porta provenivano strani rumori uditi da un guardiano nottuno nel 1976. Aperta la porta e perlustrato il buio corridoio con la torcia elettrica, il guardiano non vide nulla. Una volta richiusa la porta, però, gli inquietanti rumori ricominciavano.
In altre occasioni alcuni impiegati hanno udito rumori di uomini che corrono, oppure grida provenienti dal fondo di alcune sale. Molti dei fatti più strani sono avvenuti nella cella 14D, una delle famigerate celle d’isolamento, che venivano chiamate “buchi”.
In molti hanno sperimentato una spiacevole e forte sensazione, accompagnata da un freddo insolitamente intenso. Il fatto più grave risale però al 1940, quando un detenuto, rinchiuso nella cella, iniziò a gridare terrorizzato, affermando che vi era un fantasma, i cui occhi splendevano nel buio.
Logicamente nessuno credette al racconto, ma quando le guardie aprirono la cella, alcuni giorni dopo, trovarono l’uomo morto, sul volto un’espressione di profondo terrore, cosa l’aveva spaventato così tanto? Molti sono gli eventi strani e inspiegabili accaduti ad Alcatraz, lamenti, sospiri, odori dalla provenienza misteriosa, apparizioni spettrali.
Quello più bizzarro, però, è legato alla stanza delle docce, da dove sovente proviene una musica, qualcuno suona un banjo. Secondo la mitologia sorta intorno al carcere, il fatto sarebbe legato a uno degli ospiti più illustri, ovvero Al Capone. La mente ormai malata del temuto gangster gli faceva temere il giardino eterno, per lui troppo rischioso, e preferiva rimanere all’interno del carcere a suonare il suo banjo, proprio nella stanza delle docce.
Chissà, forse il suo spirito è ancora la, legato al luogo testimone dei suoi ultimi anni di vita.
E chissà quanti, come lui, gironzolano ancora tra quei corridoi sperando che quella porta si apra.
luglio 6th, 2009 alle 10:41
Per quanto sia molto scettico riguardo ai fantasmi, credo che effettivamente certi luoghi possano rimaner come “impregnati” del dolore di tante persone… Inquietante.
luglio 6th, 2009 alle 11:13
buon inizio settimana
luglio 6th, 2009 alle 11:35
Inquietante e suggestivo…
Buon lunedì carissima, eccomi di ritorno da qualche giorno di relax…
baci
Giovanna
luglio 6th, 2009 alle 12:10
Ho visto parecchi documentari, putroppo se ne son viste tante e forse se ne vedono ancora.
Buona giornata.
luglio 6th, 2009 alle 13:50
Ricordo molti film che hanno parlato di Alcatraz e di quella vergognosa realtà. Fantasmi: con tutto quello che é successo in quei luoghi ci potrebb essere l’imbarazzo della scelta a trovarne qualcuno arrabbiato per quello che ha subito.
luglio 6th, 2009 alle 15:30
Credo che un Alcatraz italiana per certi politici, banchieri e industriali sarebbe proprio da auspicare ( http://www.moheta.it/?p=708 )
kisses
luglio 6th, 2009 alle 15:59
Se fossi un fantasma di Alcatraz sarei anche molto inca**ata!
Ne sono successe di ogni li dentro..se si limitano tutti a suonare il benjo non è poi male eheheh
luglio 6th, 2009 alle 21:28
Sinceramente nn la visiterai mai e poi mai!
Cinzia
luglio 6th, 2009 alle 23:35
Insomma … è così difficile l’evasione…che nemmeno i fantasmi riescono ad andarsene da quel posto!!
Un abbraccio!
luglio 7th, 2009 alle 10:08
credimi io che lavoro alle casse mi sono accorta che almeno il 70% delle persone sono veramente in crisi…
luglio 7th, 2009 alle 10:29
Io sono scettico su queste cose, ma “le rispetto”.
Molta scienza odierna, un tempo era ritenuta magia… o pratica da truffatori (tipo l’agopuntura, che poi è stata in parte giustificata anche in termini di medicina occidentale).
luglio 7th, 2009 alle 11:31
Magari i fantasmi no…ma provare un senso di inquietudine e disagio in un posto come quello è il minimo!
P.S.
Grande il film con Clint Eastwood!
luglio 7th, 2009 alle 11:43
…a questo punto, erano meglio gli squali…
Posto molto suggestivo, comunque, mi piacerebbe visitarlo un giorno. E concordo con Jessica sull’eventualità di spedirci i nostri politici… eheheeh… che malvagie!
luglio 7th, 2009 alle 13:38
…passo veloce in attesa di cibo!!!
un bacio e buona settimana
luglio 7th, 2009 alle 15:30
Ci sono stata due anni fa sull’isola, per una gita turistica.
Prima di iniziare il percorso tutti vengono dotati di cuffie “guida”, dove una voce invita a spostarsi e guarda in determinate direzzioni mentre spiega cosa accadeva in quella parte del carcere piuttosto che nell’altra.
Simulano i tumori e il vociare di quel tempo…inquietante, raccontano anche le “leggende” legate al luogo e non solo al carcere, storie dell’isola prima ancora che il carcere venisse costruito…
Una visita da fare anche se…io i fantasmi non li ho nè visti nè sentiti
luglio 7th, 2009 alle 15:36
meno male che leggo il post in pieno giorno…
certo che quando vengo da te mi pare di fare un giro interessante per il mondo…
ciao e buon pomeriggio!!
luglio 7th, 2009 alle 18:34
wow….. mi piacerebbe farci un giretto al calare delle tenebre per assorbirne la magia..
ti ringrazio ho trovato la mia tormalina nera
un abbraccio da una Milano tormentata
luglio 7th, 2009 alle 20:04
ma vabbè, visto che son crepati, ora potrebbero anche uscire
luglio 8th, 2009 alle 00:32
Almeno che dessero una mano, chessò, lavare a terra, scopare…
luglio 8th, 2009 alle 11:39
che caldo oggi in Liguria!!!
E devo studiare… Uffa!!!
Baci
Giovanna
luglio 8th, 2009 alle 14:17
alcatraz e i suoi misteri, i suoi fantasmi…brrrr
:9
luglio 8th, 2009 alle 14:46
Personalmente sono parecchio attratta da Alcatraz, ma lo sono da “scettica”. Non credo nell’esistenza di fantasmi e vorrei verificare con i miei occhi se ciò che si narra sui fantasmi di Alcatraz sia veritiero o meno. In ogni modo dev’essere un luogo suggestivo.
Grazie per esser passata, ripasserò senz’altro più e più volte. Si respira un’aria stimolante di cultura nel tuo mondo
luglio 8th, 2009 alle 16:25
Caspita Irish, che articolo interessante.
Non ero a conoscenza di tutti questi risvolti di Alcatraz, tranne che per il fatto che la famosa prigione ha stimolato la fantasia di molti cineasti.
E come dice Dawn, è senz’altro un luogo parecchio suggestivo, ma d’altra parte, come non potrebbe essere altrimenti?
luglio 8th, 2009 alle 16:46
Hanno fatto anche un film : THR ROCK (orribile). La storie sono migliori ..
luglio 8th, 2009 alle 17:08
tanti fantasmi…
luglio 8th, 2009 alle 20:45
Io l’ho visto il carcere e fa paura, hanno anche fatto un film, fu chiuso perche’ un detenuto riusci a fuggire..
luglio 8th, 2009 alle 21:47
Tutti i luoghi ci evocano qualcosa, e molte volte riflettono solo gioie o paure che abbiamo dentro di noi…
Notte
luglio 8th, 2009 alle 22:12
Credo agli spiriti e a tutto ciò che riguarda il mistero. Sensazioni simili le ho provate quanto ho frequentato per lavoro un cimitero ebraico, tornavo a casa la sera che mi sentivo carico di “messaggi” ma non sapevo interpretarli. bye
luglio 9th, 2009 alle 18:14
amo queste storie!