giu 29 2009
Dall’Oriente all’Occidente…
…il mandala è sbarcato, qui la simbologia sottesa a questa figura geometrica è stata rielaborata grazie all’opera di Jung che ha visto nel mandala il vero simbolo della vita immaginativa. Oggi il mondo occidentale è affascinato dalle filosofie e dalle discipline di origine orientale.
Sono molte le persone oggi che si rivolgono, ad esempio, allo yoga, alle tecniche di guarigione o alle arti marziali per ricercare quell’equilibrio psicofisico che, causa la vita frenetica, si perde, oppure cercano un cammino spirituale, molti altri abbandonano la propria fede di origine per abbracciare i culti delle religioni orientali.
Tutto ciò è dovuto al fascino emanato dalle civiltà e dalle culture orientali che, malgrado le molteplici difficoltà odierne, si sono conservate con lo stesso splendore di un tempo.
Il mandala è tra tutte le tecniche utili per rinvigorire lo spirito e il fisico, adatto alla nostra cultura, il mandala può aiutarci a vivere in modo più sereno la nostra realtà.Nuove elaborazioni ed interpretazioni relative al mandala sono state fatte grazie all’eredità tramandataci dalla tradizione orientale, grazie a queste possiamo oggi affermare che il mandala è un vero simbolo della vita immaginativa dove il cerchio è collegato alla rappresentazione del Sè e della psiche, mentre il quadrato alla materia fisica, terra e corpo.
A tal proposito va sottolineato che il progresso ha riabilitato l’immaginazione considerandola ispiratrice, insieme alla ragione, di tutte le nuove scoperte, e che l’immaginazione può essere una delle chiavi che ci permettono di sfruttare tutte le potenzialità, molte di queste represse, della nostra mente.
giugno 29th, 2009 alle 10:26
Buongiorno,
tempo fa avevo acquistato un bel libro sui Mandala, insegnava come meditare su questi disegni, c’era una parte dedicata anche alla creazione del proprio mandala. Chissà se me lo ritrovo in qualche parte…
giugno 29th, 2009 alle 13:14
Non ti nascondo che anche su di me esercitano un certo fascino le culture orientali… Interessante!Non sapevo del Mandala.
Buona settimana cara!
giugno 29th, 2009 alle 13:40
Forse sai anche che il mandala è una figura archetipale, secondo Jung.
Cioé è comune a tutto l’immaginario umano, qualsiasi cultura, qualsiasi razza, possiede la figura del mandala nelle figure che riconosce istintivamente.
Almeno, così pensava Jung, e credo che sia anche stato provato scientificamente che è così.
Un bel trait d’union tra oriente e occidente, direi… arienti e accidenti!
giugno 29th, 2009 alle 14:01
i mandala sono affascinantissimi!!!come le culture orientali del resto… bel post..grazie della visita!!!ciao!!!:)
giugno 29th, 2009 alle 14:10
troppo difficile. meglio un piatto di pasta con le vongole ( ma che minchia c’entra? è che c’ho fame!) no ma a parte tutto, io amo l’oriente e tutto ciò che lo riguarda. eprò le religioni, tutte, mi risultano un po’ ostiche…
giugno 29th, 2009 alle 14:11
sai l’oriente a me piace molto… continuerò a leggere con
piacere grazie mille del passaggio
giugno 29th, 2009 alle 15:11
Io sono sempre stata affascinata dall’Oriente, fin da bambina. In particolare mi attira il Giappone, con le sue tradizioni così diverse dalle nostre, che si scontrano con la modernità e la tecnologia ormai raggiunte al paese del Sol Levante.
giugno 29th, 2009 alle 15:27
Che fascino che esercitano queste cose sulla mia immaginazione!!! Di questi tempi sono alle prese con l’enneagramma (http://it.wikipedia.org/wiki/Enneagramma) altra figura estremamente complessa relazionata al mondo che ci circonda e ci compenetra.
Un saluto!
giugno 29th, 2009 alle 16:05
L’oriente mi ha sempre affascinata…mi sarebbe piaciuto studiare anche lingue orientali, ma ho dovuto scegliere un altra strada…pazienza!
Buona settimana,
Cinzia
giugno 29th, 2009 alle 18:07
Molti anni fa mi sono avvicinato al buddismo per curiosità. Ma dopo un primo approccio, forse anche superficiale, ho ritrovato in questa filosofia principi e modi d’essere che già mi appartenevano o che sono poi diventati chiari. Potrei dire che ero già buddista senza sapere di esserlo.
Grazie per le tue visite e buona settimana.
giugno 29th, 2009 alle 20:52
Ho adorato i mandala finchè non è esplosa la mania (credo tutta sudtirolese…) di farli colorare ai bimbi a scuola, specialemente ed incomprensibilmente durante l’ora di religione: mandala in tutte le salse, gelati, bambini, macchinine, palle…infatti mia figlia ne ha due palle così di colorarli e perciò non sortiscono l’effetto di rilassare, anzi…
giugno 29th, 2009 alle 22:35
In questo amore nascente per le filosofie orientali emerge forse la voglia di capire di più chi siamo e perchè siamo qua, senza però annegarci in mari profondi o compiendo instabili voli pindarici, ma giusto provando dentro noi sensazioni e sentimenti che ci risveglino cose che già sappiamo, ma forse abbiamo dimenticato.
Ciao
giugno 29th, 2009 alle 23:32
A me viene in mente quella scena di Sette Anni in Tibet, dove il generale cinese ateo e materialista spazza via con lo stivale il mandale di sabbia che i monaci stavano disegnando sul pavimento.
Purtroppo per anni è stato questo l’approccio di tutta una mentalità razionale e scientificista di cui il marxismo è solo una variante…
giugno 30th, 2009 alle 08:00
Faccio ancora fatica a “varcare l’Indo”. Per il momento mi sono fermato in Persia, insieme ai suoi grandi poeti: Rumi, Hafez, Attar…
giugno 30th, 2009 alle 09:03
Anche la mia bimba li colorava volentieri, e tanti. È stata però una mania passeggera di quando aveva circa 4 anni. Mi fa specie che in Sudtirolo li facciano fare nell’ora di religione…qui no! Forse perchè mi sono dimenticato di battezzare i miei figli?
giugno 30th, 2009 alle 16:28
Secondo me l’Immaginazione è propria dell’infanzia…i bimbi volano sulle ali dell’immaginazione e qui veniamo a quella che è x me una filosofia di vita: Mai far morire il bimbo che è in te!” Credo cara Mary che soffocare la nostra parte fanciullesca equivalga a morire dentro!A cosa vuoi serva una vita fatta di sola esteriorità? A NULLA! Quindi come ben dici nel tuo post dal connubbio tra la nostra parte fanciullesca ( immaginazione ) e quella adulta ( ragione ) vien fuori la chiave che ci permette di aprire qualunque porta visto che riusciamo a sfruttare al meglio ogni nostra + recondita potenzialità
Oddio spero di nn esser stata troppo confusionaria nell’esprimere il mio pensiero hauahauahaau quando mi ci metto sono una frana
Cara mary ti lascio un caloroso abbraccio felice di averti sfiorata e soprattutto felice di averti come sempre ritrovata immutata tra le tue pagine…a presto BACI!
Maria
giugno 30th, 2009 alle 17:59
molti aspetti della cultura e dell’estetica orientale mi affascinano, alludo soprattutto al giappone, ma non vedo niente di positivo in tutto questo abbandonarsi supinamente a quelle filosofie senza nemmeno conoscere bene la nostra cultura, il rifiuto sessantottino delle nostra tradizioni si è trasformato in un’onda lunga di apertura trendy a tutto quello che arriva dall’esterno
luglio 1st, 2009 alle 19:38
E’ vero, in tanti cercano il loro cammino spirituale in altre religioni, (orientali… ) ma mi domando, è solo per il fascino che emanano, o invece è la scoperta di un mondo che non ci appartiene?
Comunque, ammetto di essere anch’io sensibile a queste civiltà e culture orientali, e d’altra parte, come potrebbe essere diversamente?
’sera!
luglio 8th, 2009 alle 16:37
Da bambino mi è capitato di vedere dei monaci tibetani (in visita in Italia) disegnare un Mandala con le polveri colorate, su un supporto dalle grandi dimensioni.
Veramente affascinante vederli all’opera; un’opera di precisione simile ad un orologio meccanico delle più piccole dimensioni.
Può lasciare perplessi e stupiti che tutto quanto venga poi distrutto, raccolto in un’urna e gettato nel vento, nel mare o in un corso d’acqua dopo una processione, o addirittura far disperare.
Ma qui sta la profondità del lavoro, accettare la caducità delle cose e resistere all’attaccamento nei confronti delle cose terrene.
Veramente un bel post!
A rileggersi presto
Ciao
Michael