mar 20 2009
“Soon come”, quando deve succedere…
E nonostante l’epoca delle schiavitù pesi ancora sui jamaicani nel corso dell’ultimo secolo la crescita del sentimento nazionalista e l’esplosione di una vivace cultura nazionale hanno dato vita a una cultura dinamica e orgogliosa.
Molti abitanti dell’isola sono gli individui più cordiali che vi capiterà mai di incontrare, sono laboriosi, spensierati, disponibili, cortesi, gentili e umili. Qualche suggerimento sul comportamento da adottare in Jamaica: Non ignorate i mendicanti, i trafficoni e i venditori ambulanti. In realtà provano piacere nel mostrarvi quello che producono e non sono insistenti nell’acquisto. Guardate e se non vi interessa dite grazie, salutate e continuate sulla vostra strada.
Da ricordare è che i prezzi sono sempre trattabili, vi accorgerete che acquistare a minor prezzo alla fine è facile, per una tartaruga in legno mi han chiesto 10 dollari jamaicani, l’ho portata via con 3, se devo essere sincera poi mi è spiaciuto, primo perchè è molto bella e sicuro in Italia mi avrebbero chiesto il doppio, secondo perchè hanno poco da vendere e non è giusto che quel poco siano costretti a svenderlo. Rilassatevi, la vita in Jamaica si svolge in modo moooolto tranquillo. “Soon come”, arriva subito, è l’espressione più usata con gli stranieri, ma non prendetelo alla lettera, in realtà significa succederà quando deve succedere.
Non chiamate i jamaicani “indigeni”, è un aggettivo carico di connotazioni razziali e potrebbe essere considerato offensivo. I termini appropriati sono isolani o semplicemente jamaicani.
Chiedete sempre il permesso prima di scattare una fotografia, molti jamaicani non hanno nulla in contrario a essere fotografati, magari in cambio di pochi spiccioli, ma c’è chi non ama mettersi in posa quindi meglio evitare. Ho fatto parecchie foto con jamaicani, con rasta, con suonatori ambulanti e non ho riscontrato difficoltà, insieme abbiamo riso, scherzato e cantato.
La disciplina nelle scuole è rigidissima, ogniuno ha “la divisa” della scuola di appartenenza, non è possibile non indossarla o indossarla sgualcita, se accade le insegnanti rimandano a casa l’alunno immediatamente, i capelli devono essere corti o raccolti, per i rasta c’è poco da scherzare, o li nascondono negli appositi cappelli o li tagliano, senò cari miei niente scuola. Cavolo, proprio come in Italia.
I rasta, con i lunghi capelli non pettinati, anche perchè è impossibile farlo, sono uno dei principali simbolo dell’isola, come il reggae. Non tutti i rasta portano i capelli lunghi ma hanno un unica credenza, cioè che l’Africa è la patria spirituale dei neri e che li sono destinati a ritornare. I rasta credono che la “ganja”, (marijuana), metta in comunicazione con Dio, molti seguaci di questa fede fumano marijuana in grande quantità sia in spinelli grandi quanto un sigaro, sia nel sacro calice, una pipa ricavata da un corno di capra. Ed il profumo della marijuana arriva alle narici spesso e volentieri, se devo essere sincera ha un buon profumo, e te ne offrono se ti vedono interessata. Se qualcuno vi dice che sono opprimenti non gli credete, se dite no grazie non ve la offriranno più.
Ho bevuto il tè alla marijuana, il sapore si avvicina molto a quello della salvia, e posso assicurare che ha un effetto rilassante. Logicamente la marijuana è illegale, anche se tutti alla luce del sole la fumano. Ma li vi accorgerete anche questo assume un’altro aspetto. Li è normale, fa parte dell’isola.
marzo 20th, 2009 alle 09:09
Io non riesco a contrattare. Lo faccio se fa parte delle regole del gioco, ma non tiro mai troppo sul prezzo, perché poi, come è capitato a te, mi vengono i rimorsi
marzo 20th, 2009 alle 09:52
Ottimo articolo
permettimi alcune considerazioni personali.
Non condivido il tuo modo di criticare la divisa scolastica.
Io credo che sia un mezzo per evitare discriminazione fra gli studenti e non per “normalizzare” i cittadini.
La base di una societa’ evoluta è la conoscenza dei doveri civici e l’uguaglianza di trattamento e comportamento privato-privato e pubblico-privato.
Credo ad esempio che il “grembiulino” alle scuole elementari sia porre il bambino in maniera uguale rispetto agli altri ed educarlo a considerare gli altri come simili e non, come vogliono molti genitori, come il “piu’ figo” perche’ “ha di piu’”.
Certo poi magari vanno in giro a mostrare l’ipod o il cellulare da 800 euri … ma vabe’ .. li’ bisognerebbe lobotommizzare i genitori …
la ganja è una droga che con il suo alcaloide distrugge cellule cerebrali, giustificare il suo uso perche’ è “cultura popolare” mi sembra una grande scemata (n.b. non lo hai fatto tu, ma lo dicono in molti). A parte il suo uso terapeutico non ne vedo altra giustificazione.
marzo 20th, 2009 alle 13:57
mi affascina la jamaica per la sua storia..praticamente ci sono passati tutti è questa è ricchezza!
Non ho mai avuto il coraggio di andarci però…la paura di non tornare più è troppo forte
@kijio: il thc non distrugge nessuna celleula piramidale!! o meglio…ne distrugge quanto il vino….però il vino lo consideriamo cultura popolare!
marzo 20th, 2009 alle 14:19
Dove sei stata? Io ho lavorato a MontegoBay per sei mesi..
gran bel posto!
marzo 20th, 2009 alle 15:02
un giorno farò un reportage sulla mia vacanza a portogruaro, e allora il tuo bell’articolo pieno di passione e rispettosa osservazione, cadrà in un cono d’ombra
marzo 20th, 2009 alle 17:43
mi hai fatto venire voglia di partire…e invece…
p.s. concordo con bitunicode.
marzo 20th, 2009 alle 19:16
il popolo afriacano ha questa bella cosa che è la serenità interiore e non la frenesia del tempo che piano piano ci sta facendo perdere il lume della ragione.
marzo 20th, 2009 alle 20:55
Anch’io concordo con bitunicode: la marijuana è meno dannosa di tutti i superalcolici che possiamo legalmente bere… Ovvio che un bicchierino di grappa non ti rovina come non ti rovina una canna. E’ l’esagerazione che è dannosa.
)
Per quanto riguarda la jamaica, ti posso dire che mi hai fatto venire una voglia pazzesca di visitarla (e non per le canne
marzo 20th, 2009 alle 22:45
ancora si insiste a dire che il thc non fa nulla, oppure e’ pari all’alcool.
) .
certo .. come no .. uguale .. come il tabacco anzi .. fa pure bene si si .. continuate cosi’ .. ma un po’ di riviste scientifiche (che non sia focus) le leggete ?
mi sembra di no … preferite i servizi “del grande fratello” … ma vaaaaaaa
io ho dato una semplice ricerca su google e’ la comprova di quanto sia distruttivo il thc … basta leggere qui .. http://www.irishscientist.ie/2004/contents.asp?contentxml=04isp92a.xml&contentxsl=is04pages.xsl
ma e’ il primo articolo che mi e’ uscito fuori .. stasera non ho voglia di cercare nei dbase delle riviste scientifiche … ma non la mia non e’ una convinzione da bacchettone puritano!
certo nel passato usavano pure il salasso come cura portentosa anche in caso di setticemia .. ora va di moda la canna … evvai col mitico bob (che era veramente un mito
marzo 20th, 2009 alle 22:56
Soon come, soon come—guaglio’! Potrebbe essere, anche.
.
Mi porta alla mente, questo tuo approccio col tempo e la realtà a elastico, con lo stordimento fumatorio della Jamaica, fatta di sogni di riscossa, fatta di religiosità che ha radici che corrono a galla e di credo Ras Tafari che le pianta a fondo, ed erba sognante, e anche dignità negra ad essere liberi, qualche volta smargiassa e sempre stravagante, colorata; non so perché, ma questa cosa tua, fatta di sensazioni, mi riporta alla mente quell’altra cosa di Luis Sepúlveda, ‘Un viejo que leía novelas de amor’, dove, a un certo punto si dice: ‘Come loro, ma non uno di loro’. Compiutamente.
Un saluto.
marzo 21st, 2009 alle 09:44
@Taglia: infatti, e che rimorsi…
alla fine per noi sono pochi spiccioli, per loro una fortuna
lo stipendio è praticamente minimo, le mance sono quel poco di più che li fa star meglio….
marzo 21st, 2009 alle 10:00
@coccoina
hai fatto un’analisi completa ed hai toccato il tasto dolente. Tutti fumano perche’ desiderano essere “uno di loro” ma finiscono per essere solo “come loro”. E’ come l’americano riccone che snocciola 3 parole in italiano per far vedere che conosce l’abbinamento di vini e pietanze, come se fosse un “gentiluomo” … eppoi casca come una peracotta con espressioni del tipo “quid pro quo” …
Vi sono realtà culturali bellissime, conoscerle aumenta la nostra ricchezza interiore, scimmiottarle (come fanno e facevano moltissimi ragazzi) mostra solo l’imbecillità umana.
marzo 21st, 2009 alle 10:03
@Kijio: no aspetta, prima cosa non ho criticato nulla, in Jamaica ogni città ha la sua scuola e la diversità della divisa non è data dal povero-ricco ma dalla scuola di appartenenza, e non è nulla di degradante, anzi
quando vedo i ragazzi fuori dalle scuole della mia città mi viene il magone, ok il non fare un abbigliamento uguale per tutti va anche bene, quello che a me, e sottolineo a me, non piace è il vedere tutti con i pantaloni talmente bassi che la “crena” del sedere è visibile per metà, non mi piace vedere capelli di tutti i colori…ora fosse solo per un minimo di compostezza…ci può stare?
il fatto che il ragazzo rasta metta il cappello non lo trovo un gesto sbagliato, ma solo di rispetto….respect…
e non ho nemmeno citato il privato o il pubblico, semplicemente perchè li non esiste, le scuole sono pubbliche…aperte a tutti
hanno solo delle regole da seguire tutto quà
il tuo discorso sul grembiulino alle elementari, al bambino che ha di più o di meno in jamaica non esiste, direi che i comportamenti da te citati sono da attribuire a noi, errori che col tempo aumentano
quando andavo a scuola io nessuno parlava di diversità, il ricco il povero…no, per nulla
in Jamaica 800 euro è lo stipendio di 6 mesi…fai un pò te…
non giustifico l’uso della marijuana ma, come faccio per tutto, rispetto la decisione, sono culture e come tali le rispetto
i decessi causati dalla droga o dall’alcool sono tantissimi, in tutto il mondo, in jamaica fumano marijuana e bevono poco alcool, i rasta non beve e non fuma tabacco, diciamo che ogniuno sceglie il proprio vizio e, detto fuori dai denti, di che morte morire…
è illegale e non esportabile, i controlli doganali sono pazzeschi…
un pò come a Amsterdam, tutto illegale ma tutto li alla luce del sole..
marzo 21st, 2009 alle 10:14
@bitunicode: in jamaica sono molti gli italiani che han scelto di rimanerci, mi spiace che tutti questi discorsi si siano concentrati sulla marijuana, nessuno ti costringe a fumarla
è la terra, la bellezza dell’isola, il clima che non ho mai trovato in nessun’altra isola caraibica…africana come dicono loro…
anche mangiare troppi grassi fa male, chi è soggetto al colesterolo alto ha un alto rischio di infarto…è una scelta, o li mangi o non li mangi…
è anche vero poi che muoiono di cancro ai polmoni persone che non han mai fumato in vita loro, o di cerrosiepatica chi non ha mai toccato alcool in vita sua…
marzo 21st, 2009 alle 10:16
@Kira:
ma daiiii… sono stata a Negril, la spiaggia più lunga della Jamaica, ho visitato i parchi e girovagato per le città
MontegoBay l’ho passata ma non mi sono fermata, diciamo un poco intorno all’aeroporto…
ci andrei a lavorare in Jamaica
marzo 21st, 2009 alle 10:18
@inpollinaire: perchè no? portogruaro ha comunque qualcosa che merita di essere citato
il mio post sicuramente, ma non la Jamaica, quella resta bella per com’è
marzo 21st, 2009 alle 10:19
@crautoviola: per anni ho detto “non riuscirò mai ad andarci”, poi dalla sera alla mattina mi si è presentata l’occasione
mai dire mai ragazzi..
presa al volo
marzo 21st, 2009 alle 10:27
@silvia: vivono delle proprie ricchezze che non è denaro ma cultura, hanno solo quello va detto, sono persone molto socievoli con tutti
e si una serenità che per me è invidiabile…
hanno un brutto vizio però, quello di correre con la macchina, sono un pò tutti dei lauda ecco…o almeno ci provano
marzo 21st, 2009 alle 10:32
@Giulio: certo che lo puoi dire, anche perchè quà stà prendendo la piega del “si va per farsi” il che non è così
anzi credo che siano in pochi quelli che vanno in jamaica solo per fumarsi l’erba, pure da noi se la coltivano sui balconi quindi…
e poi…azz…ma quanto ti costa farti na fumatina??
naaa è bella l’isola, è bello il clima, il mare, il cibo….la maria è un di più, e la puoi trovare ovunque
una seconda luna di miele la dolce metà la merita sicuramente
marzo 21st, 2009 alle 10:35
@Kijio: mito? Bob era e lo è ancora il re della Jamaica
ha dato tanto a loro e loro ancora oggi danno molto a lui
la settimana dopo la mia vacanza era in programma un concerto a lui dedicato,
vie da dire che lo spirito sia ancora li che gira tra bambù e mangrovie…
marzo 21st, 2009 alle 10:44
@coccolina: ci sono italiani la che dopo anni sono come loro, fan parte della stessa popolazione, han sposato non solo la donna dell’isola ma l’isola stessa, la cultura e le credenze
come loro, uno di loro
si può fare, in ogni angolo del mondo si può fare…
non so se accade anche nelle vostre città, dove abito io ci sono due ragazzi che vedo molto spesso, quando non sono in ospedale
purtroppo la droga si è proprio impadronita di loro, li vedi camminare piegati in due, non fanno male alcuno semplicemente camminano
a volte tendono la mano e chiedono pochi euro…
e negli anni peggiorano a vista d’occhio…
ecco, in jamaica non mi è mai capitato di vedere qualcuno messo così male…
marzo 21st, 2009 alle 10:46
@Irish …è proprio qull’Isola “africana” in mezzo ai caraibi che mi affascina!
la culura e la storia jamaicana diversa è dalle altre isole caraibiche!
@kijio se vuoi possiamo passare 2 mesi ad inviarci link ed articoli sui benefici e non di thc, alcol, zucchero, grassi, stress. Vedrai che non troveremo mai un punto di vista comune. Già fare il paragone tra alcalodi e zuccheri è molto poco scientifico!!!
Un’altra cosa è criticare una cultura che prevede anche l’uso di questi!
Se non la si capisce non significa che sia da distruggere!
marzo 21st, 2009 alle 10:47
@kijio: prova, va in jamaica, procurati un bel cannone e fumatelo passeggiando tranquillamente sulla strada
tempo due secondi sei dietro le sbarre
li non esistono processi, si va per direttissima
è illegale, severamente punibile…
vero quella dell’americano, ma perchè gli italiani non sono così??
marzo 21st, 2009 alle 10:58
@bitunicole: mi spiace di non riuscire a trasmettere quello che è per quanto è, ma per viverla meglio, se ti interessa, devi andarci…poi mi dirai
la droga fa male, come l’alcool e come tante altre cose che se assunte in dosi notevoli portano assuefazione e distruggono cellule necessarie per l’essere umano
la stessa coca cola non è un gran che di toccasana
ci sono libri di medicina che spiegano, ogniuno dice la sua, ogniuno ha i suoi parametri
vero, non si distrugge una cultura, e non è nemmeno importante che la si capisca e condivida.
Ma esiste e per tanto è da rispettare.
marzo 21st, 2009 alle 11:10
@iriah: “Ma esiste e per tanto è da rispettare. “daccordissimo con te!
perchè dici che non riesci a trasmettere quello che è??? ci sei riusciuta molto megli di persone che hanno comprato casa li e ne parlano come un turista qualsiasi, tu invece lo fai con gli occhi un viaggiatore..brava!
marzo 21st, 2009 alle 11:13
ops quel iriah sarebbe irish!!! pardon….è sabato mattina… capiscimi!!!
marzo 21st, 2009 alle 11:19
Come loro, Irish, d’accordo: anche la nazionale rugby neozelandese mima il canto di guerra terribilmente spaventevole e linguacce dei Maori delle isole che essi, molto anglo, hanno occupate e abitano come cosa loro e di loro cultura. Domandiamo a un Maori cos’è che ne pensa!
Così come in Giamaica, con la sua cultura e i suoi miti e le sue radici rabbiose che fanno propria l’isola e affondano in terra d’Africa.
Medesimo il meccanismo che guida certi comportamenti culturali, obbediente a una stessa caratteristica circoscritta alla stessa natura dell’uomo: Ma così differenti sono gli argomenti e i credo a cui fanno riferimento.
Medesimo il coagularsi in gruppo distinto e identificante, il loro, soprattutto per dire, urlare, cantare di esistere liberi, da schiavi che furono.
Ben vengano il ‘come loro’ ed l’essere da loro accettati come tali e la differenza. tra l’essere loro loro, e l’essere come loro che è di altri.
Ma mai sarà possibile che tu sia accolto dentro i loro riti segreti, il loro farsi Africa dentro e aver bisogno di gridarlo fuori sofferto. E mai vivrai intimo il loro particolare modo di vivere la vita. Mai le tue emozioni coincideranno con le loro, profondamente, alla radice.
.
Il resto è vivere, ad ogni latitudine, più o meno tolleranti per il destino che ognuno ha il diritto di scegliersi, anche il più fuori dalla comunità cosiddetta civile; e riuscire ad amare anche coloro che soffrono di più il malessere di vivere la vita e non obbediscono: Coloro che sono capaci, dolorosamente, di disobbedire.
Con Piètas, se vuoi—senza il bisogno di appellarsi a nessun dio.
marzo 21st, 2009 alle 12:12
Non sono mai stato in Jamaica ed essendo uno sfegatato amante del mare, immagino che “impazzirei” per un paesaggio del genere e chissà quante nuotate…
E poi… indubbiamente viaggiare “fa bene”, soprattutto perché ci si rende conto di come si vive altrove e questo senza fare paragoni che, a mio parere, sono impossibili da fare.
Bell’articolo!
Buon W-end!
marzo 21st, 2009 alle 20:54
ehi ma ti saresti immaginata di scatenare un simile dibattito? ma veniamo a noi, devo dire che dopo aver fatto il pierino sono andato a vedermi delle foto di portogruaro sul web ed è stata una sorpresa, senza togliere niente alla jamaica, deve avere degli angolini speciali, ciao buona primavera
marzo 22nd, 2009 alle 16:48
Il tuo blog mi piace molto … unisce semplicità a profondità, e cosa c’è di più bello se non questo?
spero di rileggerti.
marzo 22nd, 2009 alle 18:08
Leggo sempre con piacere questi tuoi racconti che sanno di emozione vissuta!.
Ciao
marzo 22nd, 2009 alle 18:38
@Irish: “soon come…” declinato anche con “take it easy man” allargato a “respect”… pare proprio che sia un concetto che non riusciamo a fare nostro… viva la Jamaica
tante volte verrebbe una gran voglia di trasferirsi è che mi mancherebbe troppo l’Italia.
Come altri hanno sottolineato il tuo post è molto bello perché onesto, senza presunzione o inutili orpelli. Ok, adesso quando un post su Portogruaro? Portogruaro rules!
marzo 27th, 2009 alle 10:34
Che bello questo blog! Grazie per esser passata dalle mie parti, così ho potuto scoprirti!
aprile 1st, 2009 alle 23:38
Ahiu’.. mannaggia, le stelle marine non vanno tenute fuori dall’acqua! Gli bastano pochi secondi di contatto con l’aria per morire..
Basta tenerle sospese da ‘terra’ a qualche centimetro dal pelo dell’acqua per fare delle fotografie indimenticabili! Provato, giuro!