feb 13 2009
“L’isola più bella…
…che occhio umano abbia mai visto”, così Cristoforo Colombo definì la Jamaica, e non poteva trovar definizione più azzeccata. La Jamaica è, detto in poche parole, il calore del sole, il colore del mare, il suono del reggae, il profumo della “maria”. Un post sulla vacanza, che è andata benissimo, sarebbe cosa da poco, parlerei dei bei momenti trascorsi, ma non riuscirei a descrivere in poche parole una piccola isola con un bagaglio enorme di storia e di cultura, un’isola capace di convolgerti fino a credere di farne parte. Norman Manley, (primo capo del governo della Jamaica) scrisse queste parole: “Nonostante un passato di violenza, sofferenza e abbandono, lo spirito umano è sopravvissuto, paziente e forte, pronto all’ira e al perdono, energico e vigoroso, e con immense riserve di lealtà e amore, una profonda capacità di resistere alle difficoltà e di vedere la gioia in tutte le cose che rendono questa vita buona e degna di essere vissuta“. Partita con l’intenzione di vivere una sana vacanza mi sono ritrovata a vivere in un’atmosfera che mi è rimasta dentro. Parlare della Jamaica in poche parole vorrebbe dire sminuire un’isola davvero speciale. Una popolazione che vive veramente di poco, pochi soldi, poca luce, poche strade, poco di tutto, ma con una vivacità, un’allegria davvero invidiabile. La terra madre del reggae, lo spirito di Bob Marley, l’ottimo Appleton Jamaica rum, il caffè delle Blue Mountains famoso in tutto il mondo, (e molto caro in Italia si aggira intorno ai 100€ al kg), delle mangrovie secolari, delle palme devastate dall’uragano Ivan che negli anni si stanno riprendendo, della popolazione sempre col sorriso, dai suonatori di reggae che incontri sulla spiaggia, ai lavoranti degli alberghi, dei bar sulla spiaggia, da non dimenticare è la cultura dei rasta, ho visto capelli lunghi fino alle ginocchia. E in sottofondo a tutto questo c’è la terra, la natura, il reggae. In una parola sola: Jamaica. La cosa più saggia che posso fare è parlare della Jamaica dedicando qualche post, raccontando quello che ho provato e quello che questa terra offre a chi decide di visitarla. Il mio consiglio: se avrete la possibilità o se vi capiterà l’occasione andateci. Le fotografie le stò caricando pian piano in un album nel mio facebook (che per l’occasione è tornato a vivere), chi volesse far parte dei miei amici può scrivermi il contatto in un commento, vi aggiungerò.
febbraio 13th, 2009 alle 09:46
… traspira dalle tue brevi parole l’emozione di ciò che ti è rimasto dentro, limpida come quel mare che ha riflesso nei tuoi occhi. Ciao
febbraio 13th, 2009 alle 09:54
Le foto le vedrei volentieri (tanto per farmi venire ancora più voglia di vacanze)… Il mio profilo FB c’è nel menù a sx sul mio blog.
febbraio 13th, 2009 alle 14:38
Che voglia di mare… di quel mare…
febbraio 13th, 2009 alle 15:01
@spaziocorrente: è difficile far capire quello che si prova, le emozioni
è vero, di emozioni me ne ha date tantissime, ancora oggi è come se fossi là…
febbraio 13th, 2009 alle 15:05
@Giulio: ecco. magari ti vien lo sghiribiscio di prenotar per la jamaica
per la felicità della dolce metà
ok, ti aggiungo al mio FB
febbraio 13th, 2009 alle 15:09
@arthur: soddisfa la voglia, quando ci vuole e si vuole si deve fare
febbraio 13th, 2009 alle 17:55
E’ in assoluto uno dei posti che vorrei visitare,prima di passare a miglior vita.
febbraio 14th, 2009 alle 21:59
@testa bislacca: naaaa non aspettar così tanto, fallo molto prima
così ci puoi tornare….
febbraio 15th, 2009 alle 09:26
Ci sono luoghi che hanno in sè molto di più di ciò che riusciamo a visitare con gli occhi.
Tuttavia le emozioni che certi viaggi ci lasciano dentro sono una preziosa eredità che conserveremo per sempre, il modo che ha il luogo, il paese, le persone di quel luogo, per farsi ricordare.
E non c’è souvenir o fotografia che ci portiamo a casa che potrà mai eguagliare quell’emozione interna che ti abita dentro e che si risveglia ogni volta che ripercorri mentalmente certi luoghi. Grazie per questo scorcio di Jamaica che ci hai permesso di visitare con te.
febbraio 16th, 2009 alle 14:28
@Elle: verissimo, capita di trovarsi per caso in un determinato luogo e scoprire che è come se di quel luogo ne fai parte
non c’è foto che possa ritrarre quello che si è provato dentro, e ciò che si prova ogni qualvolta il pensiero torna la
un isola che, se il tempo me lo permetterà, mi rivedrà partecipe di tutte le emozioni che emana…