gen 21 2009
Sant’Orso e la val d’Aosta
Sant’Orso è il patrono degli artigiani della Valle d’Aosta ed è dedicata a lui l’omonima collegiata medioevale. Secondo la tradizione Orso fu un prete contadino che aiutava i poveri donando loro zoccoli, abiti e attrezzi agricoli.
La festa viene celebrata il 1 Febbraio, con inizio alla vigilia della ricorrenza quindi il 31 Gennaio. Si presume che la fiera sia nata nell’anno 1001, quindi sarebbero più di mille anni che viene svolta, ma in realtà non esistono documenti che ne danno la conferma. Nell’alternarsi delle vicende storiche la continuità della fiera subì delle interruzioni, l’ultima risale al periodo fascista. Solo dopo l’ultima guerra mondiale la fiera ha ripreso nuovo vigore, ed è oggi la più nota attività fieristica della regione.La fiera di Sant’Orso è un’occasione per ammirare l’artigianato valdostano, in tutti i suoi materiali e le sue espressioni. I preziosi manufatti in legno, le sculture, gli intarsi, gli arredamenti, i giocattoli, e altri oggetti di ogni genere tra i quali quelli costruiti con pietra ollare. Poi i lavori in ferro battuto, attrezzi, decorazioni, lampade, fontane.
Ed a questi si aggiungono gli articoli in cuoio ed i tessuti lavorati. Con l’occasione è possibile acquistare in città i prodotti tipici della regione come la fontina, la nocetta di camoscio, i vini e i liquori. La coppa dell’amicizia e la grolla sono gli oggetti simbolo della fiera.
La coppa dell’amicizia è una larga coppa dotata di più beccucci, viene usata per bere il cosiddetto caffè alla valdostana, (preparato con caffè, alcolici e aromi), a turno tra persone amiche. La grolla invece è un calice, dotato di coperchio, emblema dell’unità culturale e spirituale dei valdostani, esso rievoca il calice eucaristico e secondo alcuni deriverebbe dal famoso Graal.
La fiera di Sant’Orso in realtà costituisce uno dei tanti elementi dell’antichissima tradizione pagana assimilati dal cristianesimo.
La cultura celtica si estendeva pienamente in questa zona, ed una delle più importanti festività era Imboloc, che cadeva il 1° febbraio. In quell’occasione i popoli celtici si riunivano per celebrare importanti riti religiosi, inoltre diventava anche scambio di vendita e acquisto di prodotti artigianali e utensili. Va ricordato che Sant’Orso era un monaco di origine irlandese, terra celtica per eccellenza. Un’occasione che da la possibilità a tutti noi di conoscere la bellissima valle, i prodotti artigianali e gli ottimi prodotti tipici culinari.
In inverno il panorama vi incanterà.
gennaio 21st, 2009 alle 09:04
Prima o poi devo andare in Val D’Aosta una delle 4 regioni d’Italia che non ho ancora mai visitato, a prescindere dalla fiera che sono sicuro sia molto bella…
gennaio 21st, 2009 alle 10:05
Bello il racconto di questa tradizione dalle origini tanto lontane; vien voglia di fare un salto in Val d’Aosta per fare incetta di oggetti e prodotti tipici.
Quanto alla grolla e alla coppa dell’amicizia, mi viene da pensare che i rapporti sanciti da quei riti semplici e secolari avevano sicuramente una valenza maggiore e più duratura dei nostri attuali e “civili” contratti.
gennaio 21st, 2009 alle 14:40
pensa che mi stavano raccontando di questa fiera sabato sera…
gennaio 22nd, 2009 alle 10:23
Anch’io conosco poco la Valle d’Aosta e questa fiera ha il sapore di una manifestazione molto interessante.
Bene, sarà la scusa per andarci e, come sempre, grazie Irish per le preziose informazioni.
‘giorno!
gennaio 22nd, 2009 alle 13:03
@Guido: io sono a poca strada dalla valle, per anni ci sono andata in inverno e Cervinia è ancora ora una delle mete che preferisco.
Vai, sicuro ci tornerai
gennaio 22nd, 2009 alle 13:10
@romaguido: pensa che al lago, con tutti gli amici, il caffè valdostano lo facciamo spesso, e la grolla è sempre pronta
mai lavarla, pulire i beccucci e basta
e sempre bagnarla col cognac prima di riempirla con il caffè
la cosa bella? dopo averla riempita si da fuoco ai fumi dell’alcol
e poi giù…che è un piacere
belle le tradizione, anche a me piace molto scoprirle e viverle
gennaio 22nd, 2009 alle 13:15
@walter: ma dai…vuol dire che è conosciuta
gennaio 22nd, 2009 alle 13:20
@arthur: anche io ultimamente ho preso al volo una palla…
la festa, la valle, il gusto
non manca nulla mi sa
e la gita ci stà.
gennaio 24th, 2009 alle 12:10
abito in Valle da circa 20 anni,non ho mai mancato un appuntamento con la Fiera di S.Orso,la consiglio vivamente perchè è spettacolare,serve un giorno intero per visitarla e bisogna camminare molto,ma vi assicuro che ne vale la pena. Buona fiera a tutti.
febbraio 9th, 2009 alle 17:28
Ciao Irish, grazie per essere passata dal mio blog! Anche io abito a Milano e adoro la valle d’aosta! Complimenti per il tuo elegantissimo blog!
febbraio 13th, 2009 alle 23:58
Grazie per aver dedicato un pensiero alla “nostra” fiera millenaria! dico nostra perchè io in Valle d’Aosta ci sono nata e ci vivo…le sue montagne, i suoi colori,la sua gente…mi sento davvero di appartenere a questa regione!
La fiera di S.Orso è un appuntamento a cui non manco mai.
Il clima festoso dei 2 giorni di fiera, i suoi sapori e profumi sono davvero imperdibili!
grazie
febbraio 14th, 2009 alle 21:55
@Ostinatamente: e grazie a te di aver espresso questo bel pensiero
citarla è stato un mio piacere, conosco la valle d’Aosta che mi ha visto spesso partecipe sotto il cielo, tra i colori e i profumi della natura
ed ancora ci torno, e capisco il tuo amore per la valle
febbraio 14th, 2009 alle 22:31
Io sono innamorata di questa mia Valle…dico sempre che le montagne mi appartengono e io appartengo a loro!
provo un’enorme orgoglio nell’essere nata in questa Valle. Questo amora mi è stato trasmesso dal mio papà sin da quando ero piccola.
Grazie a te e…sarai sempre la benvenuta!