nov 19 2008
La salute in festa
E’ storia la violenta epidemia di peste che nel 1630 colpì la città di Venezia, e anche buona parte dell’Italia. Il lutto fu talmente grande che la popolazione dipinse tutte le gondole di nero, e da allora rimasero scure. Il senato pronunciò un voto solenne alla Madonna, per la liberazione dalla pestilenza la città avrebbe edificato un grande tempio. Presto la peste cessò e vennero iniziati i lavori di costruzione della bellissima chiesa barocca chiamata S. Maria della Salute per la ritrovata sanità. Una nota di merito va all’altare maggiore della chiesa decorato con un gruppo di sculture allegoriche, tra queste la statua una vecchia con le braccia levate, un gesto di ringraziamento alla Madonna per la fine del contagio. A questa figura si riferiscono i veneziani con un detto proverbiale molto diffuso: “ti xe bruta come la peste”. Da allora ogni anno il 21 di Novembre viene disposto un ponte galleggiante, che i fedeli attraversano per recarsi al santuario. Il pomeriggio della vigilia il Patriarca accompagna i giovani in pellegrinaggio. Nel giorno della festa sono moltissimi i veneziani che frequentano le funzioni religiose, chiedendo grazia per le guarigioni fisiche e spirituali. Come accade in molti luoghi religiosi intorno al santuario si possono trovare oggetti benedetti, quà la particolarità è data dalle candele. Oltre a queste vengono allestite bancarelle con frittelle, polpi a scottadito, e i classici dolciumi.
novembre 19th, 2008 alle 11:17
Dev’essere molto suggestiva questa festa… mi hai ricordato un film che è rimasto impresso nella mia memoria come pochi,”Morte a Venezia” di Luchino Visconti (tratto dall’omonimo libro di T.Mann). Lo hai mai visto?
novembre 19th, 2008 alle 17:41
ciao irish..
non avevo mai sentito questa storia. un viaggio che parte dalla sofferenza e dal dolore per giungere alla felicità e spensieratezza della festa… immagino solo le profonde emozioni che provano i partecipanti alla festa.
novembre 19th, 2008 alle 21:55
E questa la sapevo
alle tante una ahah!
Peccato che come al solito io non ci possa andare!Arriverà il giorno che mi posso muovere da qui? Che dici jiè a fò?
Fino ad Aprile manco parlarne, unico periodo “libero” le festività natalizie!
E tu ricorda le 2 cartoline!!
Bacionzoli donna!
novembre 19th, 2008 alle 23:22
@Mapina: si vero, l’ho visto
hai ragione anche per me deve essere suggestiva, conosco venezia da quando son piccola ma non mi è mai capitato di esserci mentre la festeggiano
sarebbe da provare!!
novembre 19th, 2008 alle 23:27
@Twistwr: e non devono averla passata bella in quel periodo
ricordare l’accaduto è un ripetersi del ringraziamento
e forse un credere nella mano di qualcuno
novembre 19th, 2008 alle 23:38
@Nikita: tutto si può fare, aspetta il momento poi vai, Venezia è bellissima, e lo sai sicuramente, stà sotto i tuoi piedi

donna, se mi mandi gli indirizzi magari ce la faccio, senò deve li mando?
anche quello di Sara, il foglietto se l’è tenuto la posta
sti pirlo!!!
notte donna
novembre 20th, 2008 alle 22:28
Ready the suitcases?? Allora pronta? Preparato tutto? Stai andando contro il freddo, sicura di non aver ripensamenti? Va che è di quello Polare Polare
fa buon viaggio e salutami il Carlo e la Betta ahahah!!
novembre 20th, 2008 alle 23:10
@Nikita: guarde, se incontro carlo e la babbiona mi sa che per la prima volta in vita mia mollo un ceffone
tutto pronto, almeno spero, mutande ci sono và, di lana logicamente
domani sarà una luuuunga giornata…
non so ma ho ripudio verso quell’uomo, forse perchè rispettavo la persona di Diana
si
lo so, farà freddo, ma al freddo del nord ci sono abituata, e ti dirò è meglio del nostro..
azz…tra poche ore levataccia
per il divertimento contaci, e la cura del tè idem
novembre 23rd, 2008 alle 15:10
Questa usanza la conosco benissimo; abito vicino a Venezia e il militare l’ ho fatto in riva degli schiavoni; praticamente di fronte S. Maria della salute. E lo sai che le gondole una volta erano tutte dipinte con colori sgargianti e tutti diversi?
ciao!
novembre 25th, 2008 alle 00:26
@Massimo: hai fatto il militare in una delle più belle città italiane, la città degli annamorati..
si lo so, dopo la peste sono state colorate di nero, e così son rimaste
non so, forse è giusto così, forse sarebbe bello farle tronare colorate, diciamo per scaramazia