ott 27 2008
C come Cocktail: Daiquiri

E a proposito dell’arte di fare cocktail vale la pena riportare qualche divagazione a tema. Ne “L’angolo dell’Harry’s Bar“, tra ricordi e confidenze, G. Cipriani scrive: “Le ricette sono delle fredde formule che mortificano l’arte di dar da bere e far da mangiare, il firmatario di un buon cocktail personale ha le sue intuizioni. Inutile domandargli la ricetta.
C’è stato quell’attimo magico, quella lampadina che si è accesa per un istante nel suo cervello, e il cocktail attraversando chissà quale ponte, ha acceso la stessa lampadina nel cervello del cliente.”
Uno scambio di occhiate, soddisfazione da una parte gratitudine dall’altra. Ecco tutto. La ricetta è una partenza utile, ma non l’arrivo, perchè un cocktail è una creatura viva, non un mezzo morto. Un barman deve brillare solo per buongusto, non è vero che il segreto di un bravo barman sia l’invenzione delle misture più strane. Le variazioni sulle cinque basi fondamentali dei cocktail, “gin, cognac, vodka, whisky, rum, sono pochissime.
Le bevande classiche si contano sulle dita di una mano, si tratta solo di farle bene, con coscienza e, come per tutte le cose, con amore adattandole al gusto del bevitore. Tutte le bibite e i cocktail che nascono nei vari concorsi sono classificate spesso ridicole.
Nella maggior parte dei casi sono un pretesto delle ditte produttrici per far pubblicità a qualche prodotto, ma i rusultati sono spesso modesti e strampalati. Daiquiri, il nome di questo celeberrimo cocktail, che Hemingway legò al mitico bar “Florida” dell’Avana, deriva dalla località mineraria posta a sud di Santiago de Cuba, dove fu inventato nel 1918 da due ingegnieri, Cox e Pagliuchi.
Poi da Cuba questo cocktail ha viaggiato per il mondo passando dall’America. JFK lo anteponeva con sublime indifferenza al Martini nazionale.
Ingredienti necessari:
- 3.6 cl di rum bianco
- 1.8 cl di succo di limone o lime
- 0.6 cl di sciroppo di zucchero
Per prepararlo bisogna attrezzarsi con shaker e cubetti di ghiaccio, si serve nella coppetta da cocktail prima messa a gelare nel frizer. Mettete gli ingredienti nello shaker, agitatelo con energia per un paio di minuti poi versate il tutto nella coppetta. Aggiungete come tocco finale una cigliegia, il cocktail è pronto.
Un sapore inconfondibile dovuto all’abbinamento del limone, o lime con il rum, una miscelatura dal colore bianco opalescente, è un cocktail accompagna sin dentro alla notte. Una variante che ho provato è con l’aggiunta di sciroppo di fragola, in questo caso dimezzate la dose dello zucchero liquido essendo lo sciroppo già zuccherato. Sicuramente da provare il Banana Daiquiri, con crema di banana al posto del lime.
ottobre 27th, 2008 alle 11:31
I cocktail mi hanno sempre affascinato… Peccato che sono quasi astemio: giusto un po’ di vino ogni tanto (privilegiando sempre la qualità sulla quantità), birra con pizza ed in genere quando sono in Austria, superalcolici proprio in rare occasioni.
ottobre 27th, 2008 alle 19:30
Sono un astemia, ma vedendo questi colori mi verrebbe tanto la voglia di assaggiarne giusto giusto un paio di bicchieri
Ciao Mari e grazie!
ottobre 27th, 2008 alle 20:14
Un saluto e …
Buona serata
da
Giò
- C come Cocktail … A come Amica …
con il tuo cocktail brindo alle Amiche del Web …
- il mio post è dedicato anche a te: http://lemiefoto.myblog.it
ottobre 27th, 2008 alle 23:04
@Giulio: idem, un buon vino bianco frizzante o rosè sono per me l’ottimo accompagnamento dei pasti (quelli in compagnia), mentre o cocktail mi piace farli, anni fà ho lavorato in un discoteca e mi divertivo un casino
mi piace un sorsetto per assaggiarne il sapore, quello si
ottobre 27th, 2008 alle 23:17
@Nikita: apposto siamo, un’astemia con un paio di bicchierini va lunga e distesa…
diciamo che è ottimo come sonnifero, un paio di giorni di sonno…mica male l’idea
‘scolta me donna….accontentati di pucciare la lingua
ottobre 27th, 2008 alle 23:21
@Giò:
hai deciso di ubriacare tutte le amiche?
ma si…per una volta nella vita si può fare…
cin cin amico, con grande piacere
ottobre 28th, 2008 alle 00:27
sono quasi astemio..ma tu vuoi sempre portarmi sulla cattiva strada?!
un abbraccio
ottobre 28th, 2008 alle 00:47
io al Daiquiri preferisco qlc di piu’ dolce..ma w i cocktail, tutti, in tutte le forme e i gusti
!
ottobre 28th, 2008 alle 02:43
Qualcosa si sta già muovendo!Domani ti aggiorno e apri le e-@!
Ronfa ronfa che adesso ti faccio compagnia!
ottobre 28th, 2008 alle 10:38
in questi giorni,per l-energia che ho,mi sento un bloody mary,eternamente al peperoncino
ottobre 28th, 2008 alle 11:44
@Igor:
nuuuuu…poi…ti assicuro che di cattive strade ce ne son di ben peggio, questa almeno si sa
ottobre 28th, 2008 alle 12:25
@Ossidiana: e si questo è molto secco…ma ci sono tantissimi cocktail dolci, tipo Alexander…è buonissimo
ottobre 29th, 2008 alle 13:19
@Nikita: e con il buono arriva anche il non buono, ma non lo sapevamo?
purtroppo l’azione umana non è prevedibile, ma non è nemmeno da difendere
la speranza, portiamo avanti anche questa…
ottobre 31st, 2008 alle 00:39
Chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia!!! Io sono cocktail dipendente e li faccio pure benissimo!! Sarà che ti mettono allegria coi colori e profumi… sarà ce son buoni e ti fanno ridere troppo!!! … ma li adoro… solo se fatti bene e non annacquati! FANNO PIETA’ SE SBAGLIANO LE DOSI….
Dolcce notte irish, buon fine settimana.