giu 28 2008
Scacco matto

Il primo riferimento a questo gioco risale all’India del VII secolo e si trova in un romanzo in sanscritto, il Vasavadatta.
Poi il gioco si diffuse anche in Persia (il termine scacco matto deriva dalla voce arabo-persiana sha mat che vuol dire “il re è morto”) e, intorno al mille, in Europa.
Nulla si sa del suo inventore, ma giochi da tavolo con l’uso di pedine, dei quali però si sono perse le regole, erano già noti in Asia nel 5000 a.C. e in Mesopotamia nel 3000 a.C.
Il nome originale del gioco era chaturanga (diviso in quattro), dal sanscritto, che significa quattro, e anga, che significa parti.
giugno 28th, 2008 alle 10:36
lol!
Pensa te….e io che pensavo che scacco matto significasse che il re, dato che non può più muoversi, impazziva e si suicidava…
giugno 29th, 2008 alle 03:05
Ai tempi della scuola sfidai un mio professore a scacchi, senza sapere di affrontare un professionista. Ovviamente mi sconfisse, ma per una mezz’oretta buona gli diedi molto filo da torcere…
Ciao Scorpio79
giugno 29th, 2008 alle 08:18
Se si conoscesse il nome dell’inventore degli scacchi, penso ci sarebbero pellegrinaggi infiniti al suo paese… Credo sia uno dei giochi più seguiti e più antichi, se non il più antico!
giugno 29th, 2008 alle 11:19
Bellissimo gioco..peccato che non so giocarlo..ma mi piacerebbe tanto..
un bacio e buona domenica
giugno 29th, 2008 alle 23:12
@Sgarro: ahah sei troppo forte te….
e fantasia da vendere
ma poretto stò re
giugno 29th, 2008 alle 23:13
@Scorpio: ci sono dei veri campioni di scacchi, certo che per un attimo ha visto brutto
per me se vincevi non te lo diceva che era un professionista
giugno 29th, 2008 alle 23:17
@kendalen: la penso come te, un gioco molto conosciuto e credo sempre piaciuto
sarebbe da chiedere “chi non ha una scacchiera in casa?”
giugno 29th, 2008 alle 23:18
@delfino: nemmeno io, pensa che ho una scacchiera bellissima in casa, so mettere al posto giusto le pedine
solo quello
anche a me piacerebbe imparare
giugno 29th, 2008 alle 23:21
al liceo provai ad iscrivermi ad un corso di scacchi tenuto dal mio prof di latino: avrò fatto si e no 3 lezioni… matta ci stavo diventando io! trovo sia un gioco affascinante e trovo anche che ci voglia molta ma molta pazienza…e altrettanta ce ne volle per il mio prof che si dannava perchè non ricordavo mai le regole e mi consigliò vivamente di darmi alla dama!
giugno 30th, 2008 alle 07:43
bellissimo..un gioco di concentrazione, calma, strategia…buona giornata!
giugno 30th, 2008 alle 08:00
@auryness: come per tante altre cose penso che si debba nascere con una capacità già scritta
pure io ci ho provato na mareaaaa di volte da ragazza…
mi sono data al biliardo…mha forse qualche mio avo era campione…
giugno 30th, 2008 alle 12:34
@igor: ecco servirebbero momenti di intensa tranquillità per ottenere la massima concentrazione
ultimamente questi momenti mi mancano
e pensare che mi sono sempre piaciuti mannaggia
giugno 30th, 2008 alle 14:01
Un saluto e …
Buona Serata
da
Giò
http://lemiefoto.myblog.it
giugno 30th, 2008 alle 15:28
mi piace come gioco …
giugno 30th, 2008 alle 16:10
adoro gli scacchi…gioc spesso. E’ un ottimo metodo per allenare la mente
giugno 30th, 2008 alle 16:18
io so giocare, e pure abbastanza bene!
giugno 30th, 2008 alle 18:31
preferisco giocare a dama anche perchè a scacchi non so giocare… buona settimana mari
giugno 30th, 2008 alle 18:41
@Giò: ciao carissimo, spero veramente che sia una bella serata, almeno rilassante a livello lavorativo…
grazie un augurio che arriverà a destino
buona serata anche a te
giugno 30th, 2008 alle 18:42
@angioletto79: beata te che sai giocare
io so solo mettere al suo posto le pedine…
giugno 30th, 2008 alle 18:44
@paz83: ciao carissimo, anche a me piacciono i giochi che allenano la mente, a me è sempre piaciuto Risiko, la conquista del mondo e le strategie…
per gli scacchi…
allora chiederò scuola a te
giugno 30th, 2008 alle 18:45
@Graziano: facciamo che mi dici a cosa non sai giocare….famo prima
e la dama?…che mi dici delle nottate a giocare a dama?
tu…e il resto del mondo ihih
giugno 30th, 2008 alle 18:46
Mi disse che l’anno prima della sfida arrivò tra i primi al campionato italiano. Indagai, e scoprii che era vero…
Ciao Scorpio79
P.S. Ti ho risposto di là…
giugno 30th, 2008 alle 18:46
@Occhidigiada: emmmmmenomale che non sono la sola allora
pure a me piaceva molto la dama, è na vita che non gioco cavolo
buona settimana a te carissima
giugno 30th, 2008 alle 18:48
@Scorpio79: cavolo deve essere stato bello vederlo giocare allora, un vero campione
arrivooo
dovevi approfittarne per farti dare qualche insegnamento
non capita tutti i giorni
giugno 30th, 2008 alle 19:04
Ah, ma mi ha insegnato. Infatti sono diventato molto più forte di quanto già non fossi… Ciao Scorpio79
giugno 30th, 2008 alle 19:08
Interessante questo dato sugli scacchi, gioco che non riesco ad imparare.
Le notizie in mio possesso rilsagono solo al 1499 e ruotano attorno alla corte di Isabella d’Este, a Leonardo da Vinci e a Fra’ Luca Pacioli. I due trovano là buona ospitalità: essi sono in fuga da Milano. Mentre il grande maestro compiace la sua raffinata e giovanissima ospite Isabella tracciandole un ritratto a carboncino, Fra’ Luca impartisce lezioni di matematica e geometria e spiega alle corporazioni dei mercanti i segreti ed i vantaggi della contabilità in partita doppia e delle società di capitale e d’opera. Confuso fra un gran numero di pittori, musici, lapicidi, intarsiatori, sarti e maestri d’arte, Frate Luca medita su come poter dimostrare la propria riconoscenza per l’ospitalità e per il contributo della nobildonna ad arti e scienze.
Alla sera la nobiltà si riunisce a Palazzo, per gustare le delizie del miglior cuoco, servite nel contesto scenico preparato dallo scalco più abile; poi tutti a giocare fino a tarda notte, a “schifar (schivar) la noia”. La sua mente di fine matematico trova forse nel gioco degli scacchi la più naturale sintesi di logica e scienza dei numeri: di getto, con una scrittura mercantesca veloce e con il suo semplice linguaggio volgare, decide di inserire, in un libretto di quarantotto carte, idonei suggerimenti per muoversi razionalmente sulla scacchiera e dare scacco matto all’avversario. Nasce così il “e Ludo scacchorum…dicto Schifanoia…”, parte di un progetto più ampio che prevedeva la descrizione di tutti i giochi dell’epoca e, soprattutto, di quelli legati alla “razionalità magica” dei numeri; tale progetto, purtroppo, non sarà mai completato.
Nel “De ludo” di Pacioli potrebbe dare dritte se non fosse introvabile.
giugno 30th, 2008 alle 20:26
non so giocare bene a schacchi, perchè ho iniziato troppo tardi. di questo gioco mi piace il fatto che bisogna studiare una strategia a lungo termine e giocare d’anticipo. però non c’è gioco di squadra, è individualista
luglio 2nd, 2008 alle 09:43
peccato che si preferisca giocare alla play ultimamente… è decisamente impossibile trovare qualcuno che sappia e abbia la voglia di giocare a scacchi!
luglio 2nd, 2008 alle 16:58
Bellissimo gioco!
Avevo letto la sua storia un sacco di anni fa, è un piacere rispolverare la mente
luglio 2nd, 2008 alle 18:54
@Silvia: tiene in allenamento la mente, anche per me questi giochi sono i più belli, il trovare strategie diverse
si è individuale, ci sono molte gare trasmesse alla tv di notte di solito, quando mi capita le guardo volentieri
luglio 2nd, 2008 alle 18:56
@giosafat: pensa che nella mia città esiste una scuola, cioè fanno dei corsi all’interno di questa
già…la play station…a volte mi sento fortunata, non so nemmeno che giochini ha il mio pc
luglio 2nd, 2008 alle 19:02
@Matteo:
vero bellissimo gioco, e rispolverare la mente serve sempre…cervello in allenamento…serve per la memoria
luglio 3rd, 2008 alle 22:18
Proprio poche sere fa chiedevo alla “mia gatta” se le sarebbe piaciuto imparare a giocarci. E’ da tanto che non mi piazzo davanti una scacchiera, un po mi manca. E’ un ottimo sistema per allontanare per qualche ora lo stress quotidiano dalla mente.
Oggi i bimbi si piazzano davanti la playstation. Forse se provassero il gusto di una partita a scacchi avrebbero un’alternativa sicuramente più sana.
luglio 4th, 2008 alle 18:51
@Miky: ti quoto alla grande, sono giochi, vecchi giochi, che hanno il potere di far lavorare la mente e sicuramente non insegnano cattiverie…a meno che non fai a cuscinate con la “tua gatta”
Il troppo storpia e la play è diventata il troppo…non san più che giochini inventarsi per attirare i ragazzi
ma è più che sicuro che tutti questi giochini non avran lunga vita come gli scacchi