Oggi come allora buone maniere e buona educazione camminano a braccetto, tutti i giorni, in tutte le strade.
Chi si propone agli altri con cattive maniere spesso è considerato maleducato, la buona creanza e chi non la applica, quindi lo screanzato, non sono ancora stati dimenticati.
Da sempre i punti cardine a cui si riferiscono le buone maniere e le cattive maniere sono l’igiene e la pulizia, del proprio corpo, della casa, l’aspetto estetico e la qualità dei modi, in tutte le occasioni, e più profondamente la gentilezza d’animo nei confronti degli altri per rendersi gradevoli e rendere piacevole la convivenza.
In definitiva le cattive maniere sono quelle scortesi e quelle che contribuiscono a mettere a disagio il prossimo.
Ma è già ora di aggiungere nuove regole alle buone maniere, il rimandarle a domani è un grosso errore. Si tratta di quei doveri civili che hanno come obiettivo il rispetto per l’ambiente, che possono essere considerati, senza grandi sforzi, regole di galateo moderno.
L’ecologia come scienza che studia il rapporto tra uomo e natura esiste da tempo, ma la giusta sensibilità al
riguardo non si è ancora sviluppata, se non a parole, una superficialità che penalizza l’ambiente e con esso tutti gli esseri viventi.
Ognuno di noi fatica infatti a sentirsi responsabile dei danni dell’ecosistema. Nessuno di noi si sente come il diretto costruttore delle centrali nucleari, della caccia alle balene o dei disboscamenti, no non siamo noi a far tutto questo.
Eppure ognuno di noi sa che spegnere il motore ai semafori, riciclare la carta e altri materiali, evitare bombolette spray deleterie per l’ozono, per esempio, non sono altro che buone maniere, buon comportamento. Continua “L’uomo e la natura”
Vi sono molti significati della parola Tantra.
Essa deriva dalle parole sanscrite Tan e Tra. La radice tan significa estensione, espansione, stiramento, tra significa liberare, sciogliere, rendere liberi. Il termine sanscrito Tantra significa semplicemente libro, libro pratico, ovvero che contiene informazioni tecniche, pur occupandosi anche di filosofia. ‘è chi lo fa provenire dall’antica parola sanscrita “tanoti” che vuol dire espandere, estendere o continuare senza una interruzione, e “trayati” che vuol dire liberazione.
Questo significa che possiamo essere liberati espandendo la nostra coscienza. Un’altra definizione per la parola Tantra è rete, oppure tessere, sia l’ordito che il filo del telaio.
Come i fili dell’ordito, le pratiche tantriche servono da struttura per intrecciare i temi dei versi, per tessere l’arazzo dell’illuminazione. La parola Tantra, come abbiamo visto, può assumere una vastissima gamma di significati, essa indica allo stesso modo una dottrina mistica o magica, un’opera scientifica ma anche lo svolgimento di una cerimonia, la continuità, la successione, la discendenza.
E’ difficile capire le differenti forme di Tantra, esse appartengono a tradizioni e scuole diverse, non soltanto per il fatto che alcune menzionate nei testi antichi sono semplicemente scomparse, ma anche perchè gli stessi libri sono confusi tra loro, scritti in modo criptico, spesso contraddittori e altre volte deliberatamente fuorvianti. Continua “Tan e Tra, estensione e libertà”
Secondo appuntamento con Stieg Larsson, anche questo coinvolgente, non mancano i colpi di scena.
“Non esistono innocenti. Esistono solo gradi diversi di responsabilità. E qualcuno aveva delle responsabilità nei confronti di Lisbeat Salander.” E non poche aggiungo io.
Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione nei paesi dell’Est.
L’inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia polizziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all’uomo: l’attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, <<così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile>>, ora principale sospettata.
Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un’indagine, per accettare la responsabilità di Lisbeath, “la donna che odia gli uomini che odiano le donne”.
E’ lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all’intrigo diabolico unisce un’acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente, assolutamente indimenticabile. Continua “La ragazza che giocava con il fuoco”
Avete mai assaggiato quel liquore dolce e forte ottenuto dall’infusione dei semi secchi dell’anice stellato? stò parlando della Sambuca, nome che deriva dall’arabo “zammut”, parola che indica una bevanda a base di anice che dall’Oriente è arrivata in Italia.
L’anice era uno dei principali ingredienti di una torta fortemente speziata che si serviva nei banchetti romani, l’antenata della nostra torta nuziale.
I semi fragranti della Pimpinella anisum, originaria dell’Egitto, si usano nell’incenso oppure per confezionare sacchetti odorosi destinati a profumare armadi e cassetti, in passato veniva utilizzato anche sulle persone, l’anice infatti ha un lieve effetto stimolante e carminativo.
Insieme con estratto di artemisia e altre erbe l’anice è uno dei componenti dell’assenzio, che ha ispirato tanti poeti e pittori dell’Ottocento. Un’antica ricetta indiana utilizzava semi di anice ridotti in polvere ed emulsionati nel miele come unguento da applicare sull’organo genitale maschile prima dell’amplesso.
Si diceva che rendesse la donna sottomessa alla volontà dell’uomo, tanto intenso era il suo appagamento. La pianta dell’anice, originaria del Medio Oriente, viene da sempre coltivata nelle regioni del Mediterraneo, viene utilizzata fin dai tempi più antichi per aromatizzare piatti di pesce e frutti di mare.
L’utilizzo dell’anice in cucina è indicato per la preparazioni di dolci, pane, creme e caramelle. Da non dimenticare che è uno degli aromi più digestivi ed è anche in grado di calmare la tosse. Continua “Anice, digestivo e stimolante”
La mia droga è il cioccolato, non riesco a farne a meno, anche un solo pezzettino al giorno lo devo mangiare, ne sento proprio la mancanza.
Le nozze con i liquori per me sono sempre nozze d’oro. Questa soffice torta al cioccolato fondente è piacevolmente profumata al whisky.
Potete gustarla accompagnata con un pò di crema chantilly, meglio se alla fine di un pasto non troppo “robusto”. Veloce e semplice.
Ingredienti necessari:
- 250 g di farina
- 175 g di burro
- 175 g di zucchero
- 275 g di cioccolato fondente
- 4 uova
- un bicchierino di whisky (dose a piacere)
- 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
- sale
- zucchero a velo
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
Preparazione: Setacciate la farina e il bicarbonato in una ciotola e mettetela da parte. Lavorate il burro con la frusta elettrica fino a ottenere una consistenza cremosa e unite a poco a poco 150 g di zucchero. Continua “Torta al cioccolato e whisky”
L’ultimo sopravvissuto di una famiglia di alberi il Ginkgo è originario della Cina e si diffuse sulla Terra più di 200 milioni di anni fa. A quell’epoca le piante di ginkgo formavano vaste e rigogliose foreste.
I monaci buddisti adottarono il ginkgo come albero sacro e lo piantarono davanti ai loro templi.
Un “fossile vivente” che venne introdotto in Europa nel XVIII secolo, importandone i semi dalla Cina e dal Giappone. Fin dai tempi più antichi i semi e le foglie di ginkgo occupano un ruolo di primo piano nella farmacopea cinese e nella medicina tradizionale dell’Estremo Oriente.
I cinesi utilizzano regolarmente preparati a base di ginkgo per curare bronchiti, tosse grassa, affezioni polmonari di varia natura e asma.
In Giappone i semi sono utilizzati per favorire la digestione. Il ginkgo viene anche utilizzato come vermifugo e per combattere le infezioni micotiche e batteriche.
Le foglie stimolano la circolazione sanguigna e aiutano a rallentare l’invecchiamento cerebrale causato dall’avanzare dell’età. Continua “Ginkgo, un albero sacro”
E’ vero che gli uomini preferiscono le bionde!!
Sia uomini che le donne associano in generale un valore positivo ai capelli di colore chiaro.
Solo gli uomini, però, collegano il biondo platino della chioma femminile all’idea di stupidità, identificandola tra l’altro come indice di disponibilità sessuale.
In uno studio sui pregiudizi della società occidentale, gli psicologi dell’Università di Coventry hanno dimostrato infatti che il colore dei capelli, un’informazione visiva immediata, è ancora oggi un elemento capace di attivare stereotipi.
E’ emerso che le bionde naturali vengono ritenute persone positive e desiderabili da uomini e donne, mentre le bionde platino sono giudicate meno intelligenti, ma solo dagli uomini.
Le more invece sono considerate da tutti più timide.
Mi chiedo, ma le rosse? a Milano le persone con i capelli rossi non sono ben viste, c’è un detto
in dialetto milanese che tradotto dice: il più bravo dei rossi a buttato suo padre nel pozzo.
Forse stanno meglio le persone calve, han meno problemi.
A circa 300 chilometri a nord di Bucarest, nella regione storica della Transilvania, sorge un splendida cittadina di nome Sighisoara, vero e proprio gioiello della Romania medievale. E’ proprio qui che, nel lontano 1431, nacque il famigerato Vlad III, entrato nella leggenda come “conte Dracula”. Quando si affacciò sul grande palcoscenico della storia, il principe Vlad si presentò come un personaggio spietato e feroce, disposto a tutto pur di impadronirsi del potere.
Nel 1459 sferrò un attacco di inaudita violenza contro suo zio Vladislao II, conquistando lo scettro di Valacchia per alcuni anni. Per la condotta tenuta in questa circostanza, e in altre poi, il sovrano si guadagnò rapidamente il soprannome di “Tepas”, che in lingua rumena significa “impalatore”.
Vlad III ouniva i propri nemici con strumenti incredibilmente feroci, facendo ricorso alla tortura e ad altre forme estreme di supplizio. Non è certo un caso che, in un’antica incisione su legno, il principe venga rappresentato sotto una luce orribile, mentre alcuni condannati sono in agonia per le violenze subite, il sovrano assiste alla scena con sconcertante freddezza, seduto a una tavola imbandita.
Anche quando catturò il terribile nemico Dan Voivod, l’imperatore non si mostrò particolarmente magnanimo, costringendo il malcapitato ad assistere al proprio funerale, dovette scavare una fossa con le sue mani, dopodichè venne barbaramente decapitato. Continua “Vlad III, l’imperatore”